“L’ho sepolta viva. E diceva queste cose”. Noemi Durini, spunta il dettaglio choc. Una fine ancora più orribile: mesi dopo la scomparsa della 15enne del Salento, ecco emergere la verità sui suoi ultimi minuti di vita


 

Un dettaglio terribile, inquietante, che getta una luce ancora più sinistra sulla morte di Noemi Durini, la giovane di 15 anni di Specchia, in provincia di Lecce, avvenuta all’alba dello scorso 3 settembre. A ucciderla il fidanzato L.M. di Alessano, che ha da poco compiuto 18 anni. “L.M. conferma che Noemi fosse caduta. E, nuovamente, dichiara che mentre poneva le pietre sopra alla ragazza, lei dicesse: Che c… stai facendo?”. Un passaggio emerso dalla consulenza sulle capacità di intendere e di volere del giovane oggi maggiorenne. L’omicidio era stato prima confessato, dieci giorni dopo l’accaduto, e poi ritrattato tramite una lettera consegnata alla polizia penitenziaria nella quale veniva fornita una nuova ricostruzione, l’ennesima, e veniva indicato nell’esecutore materiale un amico comune di 49 anni. Quel passaggio ed altri ancora della perizia della psicologa-psicoterapeuta Maria Grazia Felline e dello psichiatra-psicoterapeuta Alessandro Zaffarano sollevano un interrogativo a cui darà risposta la consulenza medico legale che il dottore Roberto Vaglio depositerà nelle prossime ore. (Continua a leggere dopo la foto)







Tra le domande in cerca di conferma o meno, la più orribile di tutte: Noemi era ancora viva quando fu sepolta sotto il cumulo di pietre prese dal muretto a secco della campagna fra Santa Maria di Leuca e Castrignano del Capo, dove fu trovata la mattina del 13 settembre dai carabinieri accompagnati da L.M.? Un dubbio che getta ulteriori ombre su una vicenda che aveva scioccato gli italiani. Uno scenario emerso durante gli incontri avuti da L.M. con gli esperti nominati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni, Ada Colluto. Come riportato dal Messaggero, ecco il passaggio che mette in conto la possibilità che Noemi fosse viva: “Perché le mettevi le pietre sopra?” chiedono i consulenti. L.M.: “Per nasconderla”. “Ma se lei era viva, cosa dovevi nascondere?”. Una domanda alla quale il giovane non risponde, disorientato dalla piega presa dal colloquio. (Continua a leggere dopo le foto)





 

La ricostruzione era stata fatta per tentare di discolparsi, accusando allo stesso tempo un amico comune più grande. “Quando sono andato via io, Noemi era viva”. I consulenti: “Come fai a saperlo?”. E lui: “Lo so…diceva ‘che cogl… che cogl’  diceva. ‘Che mi hai fatto, che mi hai fatto’. Perché con un colpo qua non è che muori”. Cioè, chiarirà di lì a poco, con il colpo alla testa con un coltello. Quella punta di coltello trovata poi durante l’autopsia.  Soltanto nelle prossime ore arriverà la verità sugli ultimi istanti di vita di Noemi. Parte dell’inchiesta anche il padre di L.M. con gli avvocati Luigi Piccinni e Stefano De Francesco e il padre di Noemi con l’avvocato Francesco Zacheo.

“L’ho ammazzata così”. A cinque mesi dall’omicidio di Noemi Durini il racconto choc del fidanzato sugli ultimi istanti di vita della ragazza. Un racconto che fa gelare il sangue e riapre una ferita dolorosa

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