Tragedia sulla neve. Morti due sciatori. Colti di sorpresa da una valanga. Sotto choc un terzo uomo che è riuscito a scampare miracolosamente alla slavina. È l’ultimo caso di una lunga scia di sangue


 

Sono morti i due sciatori travolti questa mattina da una valanga a Campo Felice, in Abruzzo. Mentre è salva e in buoni condizioni di salute una terza persona che era con loro e che è riuscita a dare l’allarme. Secondo quanto riferito dal Soccorso Alpino i due sono stati travolti, sbattuti contro gli alberi e quindi sepolti dalla neve. Si chiamavano Massimo Urbani e Marco Franzé ed erano entrambi romani. I tre sciatori si trovavano fuori pista, accanto alle zone«Anfiteatro» e «Capricorno». Il peso della neve ha scagliato due di loro contro gli alberi del vicino bosco, uccidendoli. Nella zona c’era molta neve fresca in seguito a un’abbonante nevicata notturna. Si teme che siano stati gli stessi sciatori, con il loro passaggio, ad aver staccato la slavina. A effettuare i soccorsi sono stati il Corpo nazionale Soccorso Alpino (Cnsas), i Carabinieri e la guardia di Finanza. Ad inizio anno la neve si era ancora macchiata di sangue in Alta Val . Una ragazza di 11 anni e sua madre, che facevano parte di una comitiva di nazionalità tedesca, erano decedute. (Continua dopo la foto)



I soccorsi erano riusciti ad estrarre vive le due persone, rimaste sepolte nella neve, ma da subito le loro in condizioni erano apparse serie.Facevano parte di una comitiva di nove persone: altre due persone coinvolte nella valanga erano state tratte in salvo, praticamente illese, come altri cinque membri della comitiva. Meno di due settimane fa poi ottanta turisti erano stati evacuati da Vallelunga, in provincia di Bolzano, dove erano rimasti isolati a seguito della caduta di una valanga che aveva provocato l’interruzione dell’energia elettrica e delle linee telefoniche. L’evacuazione di turisti, quasi tutti stranieri, era avvenuta grazie all’intervento dell’esercito che aveva impegnato gli elicotteri. (Continua dopo le foto)



 

Christian Auer, ispettore capo dei vigili del fuoco di Bolzano aveva detto che il pericolo valanghe era di grado 5, il massimo. Un fatto analogo non accadeva da 10 anni.
Nella notte diverse se ne erano staccate nella valle: una aveva travolto la condotta elettrica, la zona quindi è priva di corrente. Un’altra valanga aveva travolto un edificio scolastico attualmente chiuso, adibito a fattoria didattica. Una situazione difficile di cui responsabile è l’improvviso aumento delle temperature, un caldo fuori stagione che, dopo le nevicate invernali, dà libero spazio alla nascita distruttiva delle valanghe.

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