“Lo ha voluto lei”. Caso Paola Manchisi, le parole choc del padre. A pochi giorni dal ritrovamento del cadavere della figlia che viveva in condizioni disumane, ecco le dichiarazioni dell’uomo ai microfoni di “Chi l’ha visto”. Critiche feroci e insulti


 

Continua a tenere banco la storia di Paola Manchisi, la donna di 31 anni trovata morta nella sua abitazione di Polignano, Bari, lo scorso 6 gennaio. Dopo settimane di polemiche, dibattiti e processi televisivi adesso parla il padre. Lo ha fatto alla telecamere di “Chi l’ha visto?”, la trasmissione di Federica Sciarelli che la scorsa estate aveva acceso i riflettori sulla storia dopo una segnalazione da parte di una compagna di scuola. L’uomo ha dichiarato di aver fatto tutto quello che ha potuto per salvare la figlia ma di aver rispetto la sua volontà di vivere in totale abbandono. Sono in molti tuttavia a pensare che la ragazza soffrisse di qualche disturbo mentale, dal quale sarebbe scaturita depressione e anoressia. Pensiero supportato dalle dichiarazioni di una coetanea di Paola che racconta come un giorno  le raccontò di voler mangiare lo stesso quantitativo di cibo del cuginetto appena nato perché desiderava tornare bambina. La ragazza, inoltre, si lamentava delle condizioni in cui viveva dentro casa. Una casa dalla quale Paola non è uscita per 14 anni e dove, tra topi ed escrementi, è stata trovata ridotta a un cumulo di ossa: pesava infatti appena 30 kili. (Continua dopo la foto)



Una situazione che ha spinto gli inquirenti a formulare per i genitori l’accusa di abbandono di incapace. Stando a quanto accertato fino ad ora dagli inquirenti, infatti, per anni la famiglia si sarebbe rifiutata di ricevere assistenza dai servizi sociali. L’autopsia ha accertato le condizioni di grave denutrizione e debilitazione del corpo della ragazza. Inoltre la vittima presentava una grave flebite non curata a una gamba e larve sul corpo dovute alla scarsa igiene di casa sua che, come detto, era sommersa di rifiuti ed escrementi. In quelle condizioni anche un banale raffreddore avrebbe potuto esserle fatale, ma per prassi saranno comunque eseguiti esami istologici per accertare quali batteri avesse contratto. (Continua dopo le foto)



 

Eppure Paola Manchisi fino ai 17 anni aveva condotto una vita normalissima, come le sue coetanee. Frequentava il liceo e aveva rapporti con i suoi compagni di classe ed amici ma all’inizio del quinto anno è arrivata la decisione, che ha lasciato tutti perplessi, di interrompere gli studi. Una sua compagna di classe cominciò subito a cercarla ma ogni volta che tentava di mettersi in contatto con l’amica, i genitori con varie scuse le dicevano che in quel momento non era disponibile. Un mistero durato 14 anni e che, purtroppo, ha avuto l’epilogo peggiore.

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