Imprenditore scomparso, spunta un dettaglio tremendo dalla fonderia: “Quella fumata strana dal forno…”. Il racconto choc degli operai


 

Il giallo è partito al ritrovamento del corpo, senza vita, di Giuseppe Ghirardini, l’operaio bresciano di 50 anni che era sparito mercoledì pochi giorni dopo la scomparsa del suo datore di lavoro Mario Bozzoli. Il cadavere era stato rinvenuto vicino Ponte di Legno, nel bresciano. Le ricerche del dipendente scomparso, Giuseppe Ghirardini, 50 anni, erano orientate nella zona del Passo Crocedomini, dove il cellulare dell’uomo aveva agganciato la cella telefonica. In seguito è stata anche trovata la macchina di Ghirardini, una Suzuki Vitara. L’auto era chiusa dall’esterno ed è stata rinvenuta tra Ponte di Legno e il passo del Tonale, nel Bresciano, lungo una strada denominata Tonalina. Ora però il tutto si infittisce. 

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La coincidenza è di quelle che danno il tuffo al cuore. La sera in cui Mario Bozzoli sparì, anzi si smaterializzò all’interno dell’azienda di famiglia, e cioè l’8 ottobre, il forno principale dell’azienda venne fermato: “Gli operai dicevano di aver riavviato un sistema che era andato in errore e aveva causato una fumata “. E una fumata anomala, uno sbuffo, può avvenire, ci aveva detto giorni fa un ingegnere siderurgico, se “una massa umida, com’è un corpo umano, composto oltre il 70 % da acqua, entra nel forno, anche a temperatura bassa”. Bisogna stare ai fatti. E finalmente si comprende meglio la barriera di “no comment” da parte di carabinieri e magistrati nei giorni scorsi. Sin dal primo giorno di indagini avevano una pista privilegiata, quella familiare. E c’è nel fascicolo giudiziario il possibile movente, messo nero su bianco: “mobbizzato” e “ostracizzato”, l’imprenditore “aveva paura”, anche per i propri figli. E di chi aveva paura? Dentro i muri moderni dell’azienda di Marcheno, in Valtrompia, c’era un’atmosfera antica come il mondo: “Si erano creati screzi con la famiglia del fratello” e alla “situazione molto tesa tra le due famiglie, proveniente dalla tutela degli interessi economici personali” si deve aggiungere “un clima di sospetto, da parte di mio marito, nei confronti dei miei nipoti che, a suo dire, portavano via del materiale dalla ditta, per magari, rivenderlo e finanziare la loro nuova fonderia a Bedizzole”.

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