Incinta di 8 mesi, accusa dei dolori alla pancia e va all’ospedale, dove però la dimettono: quando la donna torna a casa inizia il calvario. E poche ore dopo, succede qualcosa di drammatico…


 

È arrivata alle 5.43 di sabato 17 ottobre in arresto cardiocircolatorio al Pronto soccorso all’ospedale Niguarda di Milano, dove hanno tentato di salvarle la vita ma era troppo tardi. È morta così K.S., 40 anni, all’ottavo mese di gravidanza, e con lei anche il neonato che portava in grembo. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per le ipotesi di omicidio colposo e aborto colposo.

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Alle 19 della sera precedente la donna era andata nella clinica San Pio X, a due passi da casa e dove era già in cura, perché lamentava dolori addominali. Per un’ora la donna era stata sottoposta ad accertamenti clinici per verificare il suo stato di salute e quello del feto ma non essendo stato riscontrato alcun problema, la donna era stata dimessa con la raccomandazione di ripresentarsi in ospedale in caso di un riproporsi dei dolori. La situazione era poi precipitata.

La donna, in preda ai dolori, era stata portata al Niguarda in ambulanza, dove i medici già avevano iniziato le manovre per la rianimazione. All’ospedale poi si è tentato un cesareo d’emergenza per salvare il bambino. Nonostante il tentativo, il piccolo è stato estratto morto. 

 La San Pio X ha ora messo a disposizione della magistratura la cartella clinica e tutta la documentazione, sottolineando di avere svolto tutti gli esami nel modo più scrupoloso possibile nella linea della massima trasparenza.

I familiari però si chiedono come possa essere possibile che, uscita dall’ospedale con la rassicurazione dei medici sullo stato di salute suo e quello del feto, la donna sia così peggiorata da morire. 

“Ha messo a rischio il feto”. 6 anni di carcere in più perché incinta

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