Fidanzati uccisi a Pordenone, ha finalmente un volto l’autore del duplice omicidio


 

Fidanzati uccisi a Pordenone, nella puntata di ‘Chi l’ha visto?’, andata in onda ieri sera, emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza. Nel corso del programma, infatti, è stata intervistata la donna che ha permesso agli inquirenti di poter fare l’identikit di un uomo visto quel 17 marzo proprio sul luogo del delitto. La donna ha confermato quanto già rivelato al magistrato: l’uomo che ha visto mentre passeggiava con il suo cane, aveva un berretto e uno spiccato accento napoletano.

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Torniamo indietro a quel maledetto 17 marzo: ”Erano le cinque e un quarto, cinque e mezza – ha raccontato la donna in collegamento con lo studio da Pordenone – , come ogni giorno mi reco qui in via Girolami perché in fondo alla strada c’è un parchetto dove posso lasciare senza guinzaglio il cane. Poi, mentre camminava, ha incrociato per caso l’uomo in questione che le avrebbe detto: ”È dura la vita”, e poi: ”Bisogna andare avanti”.

Poi la donna ha aggiunto: ”È stato un lampo di secondo, mi è rimasto impresso il berretto e l’accento napoletano, lo posso dire perché mio padre è di Napoli. Volevo anche sottolineare questa cosa per renderla chiara, io sono stata chiamata gentilmente dalla questura di Pordenone, come cittadina di Pordenone non mi sottraggo a certe cose, anzi sono mamma e cerco di immedesimarmi e mi sono recata in questura”, ha precisato, confermando di essere stata lei ad aiutare gli inquirenti fare l’identikit. Ma quando la giornalista le ha chiesto se fosse sicura che quell’uomo fosse Giosuè Ruotolo, il militare 26enne di Somma Vesuviana, la testimone ha risposto di no.

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