“Orribile”. Choc e terrore nelle campagne veronesi dove il corpo di una donna è stato trovato così. Un omicidio con una brutalità che mai si era vista prima. A lanciare l’allarme un allevatore. Adesso è caccia all’uomo


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Orrore e choc nella campagna veronese dove è stato ritrovato il cadavere di una donna. A segnalare il corpo un allevatore di Valeggio sul Mincio in località Gardone. Il cadavere è stato fatto a pezzi, probabilmente con una motosega e sparso in vari punti sul terreno e non ancora identificato. La testa (con capelli castani di media lunghezza) e il volto sono integri e dovrebbero aiutare a dare un nome alla vittima.. Addosso al cadavere nessun indumento, a parte la biancheria intima. Lo stato dei resti, hanno riferito i carabinieri dopo il primo esame medico, farebbe pensare che il cadavere sia stato abbandonato in quel punto, a più di due chilometri di distanza dalle prime case, non più di 24-48 ore prima del ritrovamento.
Nessuna ipotesi è possibile al momento sul movente dell’efferato delitto che sembra uscito dalle pagine di un romanzo giallo.Gli investigatori stanno vagliando tutte le denunce recenti di donne scomparse in Veneto e nelle regioni vicine – Valeggio si trova ai confini con la Lombardia – ma allo stato sono troppo pochi gli elementi per indirizzare le indagini su una pista precisa. (Continua dopo la foto)








I carabinieri attendono ora di poter riprendere i rilievi con la luce del giorno, per individuare eventuali tracce di pneumatici o altre impronte sul terreno. Le indagini sono condotte dai Carabinieri del reparto operativo di Verona e della compagnia di Peschiera del Garda, intervenuti con gli uomini della sezione investigazioni scientifiche dell’Arma. Determinanti saranno le risposte che arriveranno domani dalla medicina legale dell’ospedale di Verona.
Una storia che somiglia da vicino a quella dello scorso agosto quando i resti di una donna vennero trovati in una cassonetto nel centro di Roma. Gli investigatori della Mobile, coadiuvati dai colleghi del commissariato Villa Glori e della polizia Scientifica, avevano subito acquisito alcune immagini di telecamere. (Continua dopo le foto)





 

Telecamere installate nei pressi del luogo ove erano stati rinvenuti gli arti, dalle quali emergeva che un uomo nella notte tra il 14 e il 15, gettava un oggetto voluminoso nel cassonetto.
Simultaneamente, erano state passate al setaccio le più recenti denunce di scomparsa, tra le quali emergeva quella di una donna di 59 anni di cui non si avevano notizie dal 14 che abitava con il fratello poco più grande di lei in un appartamento del quartiere Flaminio, dove i poliziotti hanno rintracciato l’uomo, che fin da subito ha fornito dichiarazioni contrastanti. Condotto in questura, è stato sottoposto ad interrogatorio dal Pm titolare dell’indagine: dinanzi al magistrato, il 62enne aveva ammesso di essere l’autore dell’omicidio e del tentativo di occultamento del cadavere. Stavolta la strada sembra molto più difficile.

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