Erri De Luca, emessa la sentenza per il sabotaggio no Tav: ecco la decisione del tribunale (e ci saranno polemiche…)


 

Seduto in aula, con un pubblico di una cinquantina di militanti No Tav tra cui uno dei leader, Alberto Perino, e numerosi fan. Così Erri De Luca ha atteso la sentenza e, alla fine, ha vinto lui. È stato assolto dall’accusa di istigazione a delinquere per le sue dichiaarzioni sulla vicenda Tav. “Sarei presente in quest’aula anche se non fossi io lo scrittore incriminato per istigazione. Al di là del mio trascurabile caso personale, considero l’imputazione contestata un esperimento, il tentativo di mettere a tacere le parole contrarie. Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua”. E ancora: “Sabotare, verbo nobile e democratico pronunciato e praticato da Gandhi e Mandela con enormi risultati politici”.

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Si è aperta così, con un breve discorso letto in Aula da Erri De Luca in cui non arretra di un passo, l’ultima udienza del processo allo scrittore napoletano accusato per il suo pubblico sostegno del sabotaggio della Tav.

Pochi minuti prima che il giudice si ritirasse in camera di consiglio per la sentenza, De Luca ha parlato dell’aula come di un “avamposto affacciato sul presente immediato del nostro paese”. Ha dichiarato di aver rinunciato a sollevare una eccezione di costituzionalità della legge per la quale è sotto processo per non trasferire nelle stanze “di una Corte sovraccarica di lavoro” la risposta alle accuse. “Ciò che è costituzionale si misura al pianoterra della società” ha detto. E ha concluso con: “La mia parola contraria sussiste e aspetto di sapere se costituisce reato”.

De Luca ha anche approfittato della stampa presente per attaccare scrittori e intellettuali che non gli hanno espresso il loro sostegno: “Ci sono degli assenti e si notano. Si sono presi la responsabilità della loro assenza”.  “La società civile, a cominciare dai miei lettori – ha aggiunto – mi ha invece sostenuto fin dall’inizio con centinaia di letture pubbliche che ho archiviato. Loro non mi hanno mai abbandonato” ha concluso. Subito dopo la richiesta di condanna a otto mesi, solidarietà a De Luca era stata espressa da Roberto Saviano, che aveva però registrato “l’assordante silenzio degli altri scrittori”. È di pochi giorni fa un appello a favore dell’intellettuale napoletano firmato da 65 artisti e uomini di cultura.

Una decisione che fa felice una parte dell’opinione pubblica e che, inevitabilmente, scontanta l’altra. E destinata ad aprire un’altra parentesi polemica.

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