Elia, lo studente precipitato dalla camera di un albergo. Effettuata l’autopsia. Come è morto e tutti i dubbi…


 

Proseguono le indagini per individuare i pusher che hanno venduto la marijuana a Elia Barbetti, il ragazzo morto in gita a Milano. Intanto arrivano i risultati dell’autopsia sul corpo del giovane 17enne: sul corpo non ci sono traumi diversi da quelli provocati dall’impatto con il suolo. Lo studente, inoltre, avrebbe riportato una lesione sul fianco andando a sbattere, durante la caduta, con un muro che divide l’albergo in via Stamira D’Ancona dalla proprietà all’interno della quale è stato ritrovato il corpo. E si attende l’esito dei test tossicologici per accertare se Elia fosse sotto effetto di stupefacenti quando è precipitato e se oltre alla marijuana avesse assunto altre sostanze. Dalle ingagini coordinate dal pm di Milano Piero Basilone (che ieri aveva aperto un’inchiesta con le ipotesi di morte come conseguenza di altro reato e spaccio di stupefacenti) emerge che che la marijuana potrebbe essere stata acquistata da Elia e dai suoi tre compagni di stanza a Milano, forse nell’area Expo. L’altra ipotesi è quella che l’acquisto sia avvenuto in Toscana, prima di partire per la gita.

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Gli inquirenti stanno ricostruendo la vicenda: i ragazzi sono partiti dalla Toscana e sono arrivati mercoledì a Milano, avevano trascorso tutta la giornata in visita ai padiglioni dell’Esposizione universale, dove Elia ha bevuto alcune birre in compagnia degli amici. Rientrati in albergo i quattro ragazzi avrebbero fumato tre o quattro spinelli nella camera. Elia aveva detto di non sentirsi bene ma i suoi amici non avevano dato peso alla frase. Il 17enne pur non essendo un fumatore abituale, già altre volte aveva assunto marijuana e ne conosceva gli effetti. Poi gli studenti sono andati a letto e – sempre secondo le ricostruzioni – Elia si sarebbe alzato nel corso della notte, si è affacciato dalla finestra e, forse a causa di un malore o di uno svenimento, è precipitato. L’ipotesi del malore potrebbe essere confermata dal fatto che nessuno lo ha sentito gridare. L’ipotesi del suicidio, invece, è al momento esclusa anche perché Elia non era un ragazzo problematico. Sulla sua pagina Facebook gli amici continuano a pubblicare messaggi, fotografie e video dai quali traspare tutto il dolore per la sua scomparsa. Sul social network è stato creato inoltre il gruppo ”Verità per la morte di Elia Barbetti”, che traccia un parallelo con la morte dello studente padovano Domenico Maurantonio, cinque mesi fa volato giù anche lui da un albergo a Milano mentre era in gita. Episodi che hanno suscitato allarme sui pericoli legati alle gite scolastiche.

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