Canone Rai in bolletta, tutto quello che c’è da sapere: chi dovrà pagarlo e chi invece no


 

“Lotta all’evasione: pagare meno, pagare tutti”. Renzi rilancia il suo slogan su Twitter mentre il governo nella legge di stabilità mantiene le promesse: il canone Rai si pagherà in bolletta e subirà una sforbiciata, passando nel 2016 da 113,50 a 100 euro e nel 2017 a 95 euro. Una misura destinata in primis a combattere l’evasione, che nel 2015 dovrebbe sfiorare il 30%, toccando quota 600 milioni. Il premier ha escluso che la novità possa andare incontro a impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale. ”A mio giudizio è al riparo da impugnative. Poi lo vedremo solo vivendo”, ha detto stamane in un’intervista a Radio 24. Ma, a sollevare dubbi, sono innanzitutto le associazioni di consumatori.

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Federconsumatori ed Adusbef (come pure il Codacons) nei giorni scorsi hanno dichiarato l’intenzione di ricorrere alla Consulta perché il canone Rai nella bolletta elettrica ”imporrebbe la tassa agli utenti in maniera generalizzata, non esclusivamente a chi effettivamente è in possesso di un apparecchio televisivo”. Assoelettrica ha poi sottolineato il rischio di equiparare le utenze elettriche con i soggetti che devono pagare il tributo. ”Mentre gli intestatari di bollette elettriche non in possesso di apparecchi radiotelevisivi o di comunicazione sarebbero comunque sottoposti al pagamento del canone – ha fatto sapere in un comunicato l’Associazione Nazionale delle Imprese Elettriche – i possessori di apparecchi che non sono anche intestatari ne uscirebbero esentati”.

Ma non solo. ”Il pressoché certo contenzioso costituzionale che ne scaturirebbe – ha affermato ancora l’Assoelettrica – potrebbe portare, in caso di dichiarazione di incostituzionalità, all’apertura di moltissimi giudizi civilistici/tributari per la restituzione delle somme indebitamente percepite, con inutile aggravio per il sistema giudiziario”. Un aggravio come quello che potrebbero subire proprio i fornitori di energia elettrica. Se il canone venisse trattato come un onere da incassare per conto di terzi, le società vedrebbero accollarsi gli eventuali mancati pagamenti (crediti) e si esporrebbero, di conseguenza, a un elevato rischio morosità.

”Il canone si pagherà a rate, ogni due mesi, – spiega Marco Mele sul Sole 24 Ore – perché è stata esclusa l’ipotesi di far pagare l’importo in due rate: rischia di aumentare la morosità. I dettagli saranno affidati a un decreto del Ministero dello Sviluppo, sentita l’Autorità per l’Energia, da emanare entro 45 giorni dall’entrata in vigore della Legge di stabilità, il primo gennaio del 2016. Non è chiaro, quindi, se la nuova modalità di raccolta del canone entrerà in vigore dal 2016, com’è nelle intenzioni dell’esecutivo, o dal 2017”.

”l canone sarà dovuto solo una volta da chi utilizza nella propria residenza anagrafica (prima casa) apparecchi ‘atti o adattabili’ alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. I cento euro – continua Mele sul Sole 24 Ore – valgono anche per i tablet usati in famiglia. A pagare dovranno essere le prime case, e non le seconde, o, meglio, pagheranno e le utenze residenziali domestiche (conosciute dalle compagnie elettriche). Chi non pagherà la quota del canone sulla bolletta dovrà dimostrare di non aver alcun apparecchio per ricevere la tv”.

Canone Rai, è tempo di riforme anche per la tassa sulla tv: quanto e, soprattutto, come pagheremo. Evadere sarà impossibile, ecco perché