Gianmarco, 22 anni, era uscito di casa per raggiungere i suoi amici. Lo stavano aspettando in un centro sportivo di Roma, qualche saluto, i soliti sberleffi, poi la tragedia con le urla degli amici disperati che accompagnano le sirene dell’ambulanza


 

Tragedia ieri sera in un centro sportivo a lungotevere di Pietra Papa, a Roma. Uno studente di 22 anni, Gianmarco Gaccioli, romano, è morto dopo un malore durante una partita di calcetto tra amici. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Porta Portese e il personale del 118 che non ha potuto far altro che constatare il decesso del giovane. La salma è stata trasportata al Gemelli in attesa dell’autopsia che chiarirà le cause della morte. La morte improvvisa di un atleta, soprattutto se di alto livello, viene accettata con molta difficoltà, ma al di la delle ipotesi e dei dibattiti rimane un fenomeno scientifico che va analizzato con attenzione e competenza. La morte improvvisa, si legge sul sito mypersonaltrainer.it, è definita dagli studiosi come un evento naturale che si verifica repentinamente, il decesso è cioè istantaneo e si verifica entro un’ora dall’inizio dei sintomi acuti. Tale evento deve inoltre avere le caratteristiche di imprevedibilità, cioè verificarsi in soggetti in apparente buona salute nei quali non vi fossero elementi tali da poterla presagire. La morte improvvisa da sport (MIS) deve avere un rapporto diretto (rapporto causa-effetto) con l’attività sportiva. (Continua dopo la foto)

Ti potrebbe interessare: L’AMORE VINCE TUTTO. IL VIDEO VIRALE CHE SPOPOLA IN RETE…



Sono escluse quindi le morti da trauma, da fattori ambientali, che avvengono in atleti al di fuori dell’esercizio fisico e quelle che avvengono durante l’esercizio fisico, ma in soggetti già noti portatori di condizioni patologiche a rischio per tale evento. Nella popolazione generale è poco frequente e lo è ancora di meno nella popolazione sportiva. La MIS non supera l’1-2% del numero globale di tutte le morti improvvise. (0.7-1/100.000 abitanti/anno). Il numero assoluto di decessi nelle varie discipline cambia nei diversi paesi a seconda degli sport più praticati. In Finlandia è maggiore nella corsa e nello sci di fondo, negli USA nel basket e nel football americano, in Sud Africa nel rugby e in Italia, naturalmente, nel calcio. (Continua dopo le foto)



 

La MIS è più frequente negli uomini (90%) e nei soggetti di età inferiore ai 35 aa (75%). Gli sportivi più colpiti sono quelli di basso livello agonistico (80%), cioè dilettanti, partecipanti a tornei amatoriali ecc. Ciò è dovuto a minori controlli e a minore accuratezza nei controlli medici. La frequenza della MIS è inoltre maggiore nelle competizioni ufficiali (79%) rispetto agli allenamenti(21%). “…nessun caso di morte può essere attribuito all’effetto di un esercizio fisico, ancorché strenuo, su un cuore sano. Per tale motivo, la morte improvvisa di un atleta presuppone il concorso di almeno due fattori fondamentali: l’esercizio fisico, di intensità significativa, ed un substrato patologico, generalmente di natura cardiovascolare”. I substrati della MIS sono in larghissima parte costituiti da cardiopatie o anomalie cardiache “silenti”.

Ti potrebbe interessare anche: ”Addio! Suona insieme agli angeli”. Dramma al festival. La tempesta si abbatte sul concerto, il palco non regge al forte vento e crolla: morto il famoso dj