I carabinieri entrano in un appartamento, dove scoprono un giro di prostitute e clienti pronti a pagare qualsiasi cifra. Ma tra le donne fermate ecco spuntare fuori lei, insospettabile.


 

Una scelta fatta per questioni di soldi, con il lavoro in cassa integrazione che l’ha spinta a muovere i primi passi nel mondo della prostituzione per far fronte ai suoi problemi economici. Oggi, a 43 anni, era arrivata a guadagnare tra i 10mila e i 12mila euro al mese, fino a quando un blitz dei carabinieri in un appartamento nel padovano non l’ha smascherato. Tra le donne che esercitavano in quell’edificio la professione, una è un’insospettabile, impiegata che aveva deciso di lanciarsi nel giro per arrivare a fine mese. I militari hanno denunciato lo sfruttatore. La casa di appuntamenti era a Villatora di Saonara, in via Vivai, dove una volta fatta irruzione i carabinieri hanno trovato un operaio della zona in compagnia della bella signora, in abiti succinti. Lui ha ammesso tutto, spiegando la natura del loro incontro. Lei ha completato il quadro, aggiungendo di essere ormai una prostituta da gennaio 2017 e spiegando di essere però felicemente sposata e con dei figli. Ha aggiunto di percepire effettivamente la somma di 150 euro per ogni prestazione sessuale, di incontrare in media 3-4 clienti per ognuno dei 5 giorni lavorativi della settimana, arrivando a guadagnare una media di 10.000/12.000 euro al mese. (Continua a leggere dopo la foto)

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A raccontare la vicenda è Il Mattino di Padova: circa la location in cui la donna accoglieva gli uomini, è emerso che l’appartamento le era stato dato “in concessione” da O.D., 48enne imprenditore domiciliato ad Albignasego, il quale percepiva a sua volta dalla escort la cifra mensile di 2.000 euro. Nel proseguo delle indagini, riscontrato il cospicuo giro d’affari, i militari dell’Arma hanno accertato che l’immobile era stato messo a disposizione dall’indagato anche ad un’altra donna, 42enne casalinga residente in provincia, che era solita anch’essa incontrare i clienti all’interno dell’appartamento, sempre nell’ambito di prestazioni sessuali concordate dopo contatti su siti di escort on line. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Per avere la disponibilità della casa, questa seconda prostituta versava a O.D. la cifra giornaliera di 120 euro, praticando le stesse tariffe della “collega” per ogni singola prestazione, che le consentivano appunto di arrivare a guadagni mensili di oltre 10.000 euro. Il servizio che l’indagato forniva era peraltro comprensivo del cambio della biancheria, nonché della fornitura completa di detergenti intimi e bevande, per garantire il massimo confort ai numerosi habitué della casa, ai quali veniva anche messa a disposizione una vasta gamma di accessori e indumenti sessuali in grado di soddisfare i gusti più svariati.

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