“Ma come si sono permessi!”. Roma, scontrino choc: tre ragazze mangiano al giapponese ed ecco cosa si ritrovano scritto sul conto. Un caso allucinante


È successo sabato scorso in un noto ristorante giapponese nel quartiere Parioli di Roma. Quattro giovani amici si sono ritrovati per un pasto insieme, quattro chiacchiere, una passeggiata per le vie decorate a festa. Insomma, un giornata di quelle che si preannunciano perfette, tutte da gustare. La scortesia del personale di servizio del locale, però, ha rovinato il mood dei clienti, gettandoli nello sconforto ma più che altro nello sconcerto. Spesso, quando si decide di andare a magiare fuori, capita di imbattersi in personale poco cortese se non addirittura ignorante, ma quello che è capitato a Elena, una biologa di Sassuolo, e ai suoi tre amici romani ha davvero dell’incredibile. Il gruppo, come dicevamo, aveva scelto proprio il “Jinja”, ristorante di cucina tipica giapponese, per pranzare insieme; di certo nessuno di loro avrebbe mai immaginato di ritrovarsi vittima di bullismo. Tutto è filato liscio, tra una portata e l’altra, fino al momento del conto. Troppo salato? No, affatto, piuttosto davvero indelicato. (Continua dopo la foto)






Sì, perché, sul pre-scontrino (riepilogo delle consumazioni con il quale ci si reca alla cassa) che i camerieri hanno consegnato ai quattro amici, in alto a destra, accanto al numero del tavolo, campeggiava a caratteri cubitali una dicitura al quanto fuori luogo. Il tavolo, infatti, è nominato “ciccione”. Quando se ne sono accorti, Elena e i suoi tre compagni (due ragazze e un ragazzo), non riuscivano a credere ai loro occhi. La prima reazione è stata quella di riderci su e scherzarci un po’. Poi, una volta giunti in cassa per saldare il conto, i ragazzi hanno chiesto spiegazioni in merito all’accaduto poco piacevole e certamente fuori luogo. Per tutta risposta, il cameriere ha accartocciato lo scontrino davanti ai clienti, senza proferire parola. (Continua dopo le foto)








 

«Anche ipotizzando che quel ‘ciccione’ fosse riferito ad un cameriere (tesi poco plausibile visto che durante il pranzo siamo stati serviti da più persone) – racconta la biologa dalle colonne del quotidiano Leggo – perché non si sono giustificati in nessun modo?». Effettivamente, la dicitura “ciccione” poteva essere spiegata in molti modi, che non urtassero la sensibilità dei ragazzi ma il personale del “Jinja” ha preferito trincerarsi dietro un silenzio che appare colpevole, soprattutto visto che una delle ragazze ha realmente problemi di peso. Non è difficile immaginare quanto quel sabato di festa, iniziato nel più piacevole dei modi, si sia trasformato in una giornata da dimenticare.

“Umiliata, offesa e insultata”. Gemma Galgani sta vivendo la stagione peggiore della sua vita. Corteggiata a più riprese e rifiutata ogni volta, questa volta ha subito un affronto bruttissimo. Anche i telespettatori e il pubblico in studio (che di solito non sono teneri) si sono schierati con la dama: “Questo non è un cavaliere. È un cafoncello da 4 soldi”. Un’indignazione mai vista

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