Sesso nelle auto della polizia e giri strani: agenti arrestati. E spuntano quei favori a Gigi D’Alessio… Ma il cantante si difende così


 

La squadra mobile della questura di Caserta ha eseguito sedici ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due organizzazioni criminali attive nei territori di Marcianise, Caserta e nei comuni limitrofi, gestite rispettivamente da Donato Bucciero, pregiudicato, affiliato al clan Belforte e da Giuseppe Liberato, anch’egli pregiudicato. Nel corso dell’operazione sono anche stati arrestati tre poliziotti in servizio al commissariato di Marcianise. Gli agenti finiti in manette sono accusati di reati vari, tra i quali corruzione, peculato e droga.

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Per quanto riguarda gli agenti, tra gli episodi ricostruiti, c’è un caso di peculato in cui uno dei poliziotti utilizza l’auto di servizio per accompagnare Gigi D’Alessio a Napoli in occasione della presentazione di un cd. Dagli atti emerge che lo stesso agente andò con il cantante negli Stati Uniti per un concerto che si tenne a New York.

Emerge che alcuni agenti usavano le volanti e la divisa per questioni private, fino a fare anche sesso all’interno delle auto di servizio e durante le ore di lavoro. Ma non c’erano solo momenti di passione dentro le auto dei poliziotti, uno in particolare ha usato una volta la volante come taxi per D’Alessio, che aveva bisogno di un passaggio in centro a Napoli per presentare in un negozio il suo ultimo cd.

Poche ore dopo la diffusione della notizia degli arresti, lo stesso cantante ha commentato la vicenda: “Il poliziotto arrestato è un mio fan da tempo, da almeno vent’anni – ha detto – e tutte le volte che venivo a cantare in zona, si faceva trovare in servizio e mi scortava con la macchina, mi faceva da staffetta”. La conferma del cantante sembra far comrpendere anche un altro aspetto, che il poliziotto era un abitudinario sui favori allo stesso D’Alessio: “Lo faceva sempre, anche con mia moglie, Anna Tatangelo la quale, in occasione di un concerto a Marcianise si è fatto trovare per accompagnarla”.

E poi il caso di New York, dove il poliziotto ha seguito il cantante per un concerto: “È stato il 14 febbraio 2011 ed è venuto insieme a mio nipote che suona con me. Mio nipote disse: ‘Vuole venire, posso portarlo? È sempre meglio averlo un poliziotto accanto’. Io dissi di sì, ho grande rispetto per gli uomini in divisa, ma oramai manco più dei poliziotti uno si può fidare. Non mi ricordo però chi pagò quel viaggio”.

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