Povera Giordana, ragazza madre di appena 20 anni: massacrata a coltellate in auto. C’è già un sospetto e ora è caccia all’uomo…


 

Giordana Di Stefano, vent’anni, mamma di una bambina di quattro anni e mezzo, è stata trovata morta nella sua Audi A2, a Nicolosi, nel Catanese, ammazzata in modalità violentissime. Giordana è stata uccisa a coltellate nella sua auto nel giorno in cui si apriva il processo all’ex convivente che aveva denunciato per stalking. Negli anni scorsi la giovane aveva denunciato episodi di stalking da parte del suo ex convivente, Luca Priolo, padre della bambina, con cui sarebbe uscita ieri notte e che adesso è irreperibile. Il suo cadavere è stato ritrovato in via Monte Peluso. Sul posto i carabinieri della compagnia di Paternò e del comando provinciale di Catania.

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Adesso a Nicolosi è caccia all’uomo, gli inquirenti al momento puntano dritti verso il giovane che era stato denunciata dalla ragazza: secondo una prima ricostruzione l’assassinio sarebbe avvenuto la notte scorsa, dopo che la ragazza era stata in compagnia di amici, per poi rientrare a casa dopo l’una e uscire nuovamente con il suo ex. La madre della ragazza stamattina ha denunciato la scomparsa della figlia ritrovata a poche centinaia di metri dalla sua casa. Il corpo senza vita di Giordana Di Stefano, 20 anni, e’ stato ritrovato in un’auto alla periferia di Nicolosi, in provincia di Catania. Il cadavere presentava diversi colpi di arma da taglio. La vettura, un’Audi, e’ risultata intestata alla giovane che in passato aveva denunciato episodi di stalking. Giordana era rimasta incinta a 15 anni e per questa ragione aveva lasciato la scuola.

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Nel tempo libero frequentava corsi di danza classica e spagnola. Con il padre di sua figlia non ha mai avuto un buon rapporto: i due si erano speso lasciati per poi riprendere il loro rapporto. Il giovane era stato denunciato dalla ragazza per stalking perché non avrebbe accettato altre relazioni sentimentali della ragazza nel periodo in cui non stavano insieme. La denuncia per stalking era stata presentata dalla vittima il 3 ottobre del 2013, ma da quell’episodio non erano seguite altre segnalazioni. Nell’esposto la 20/enne segnalava di avere ricevuto messaggi assillanti e subire degli appostamenti. Da allora però nessuna altra denuncia. Il procedimento è stato incardinato ugualmente dalla Procura di Catania che ha chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato. La prima udienza si sarebbe dovuta tenere stamattina ma è stata rinviata perché il legale dell’imputato ha chiesto il ricorso a riti alternativi ipotizzando anche una bonaria risoluzione.

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“Lui era geloso, ma non violento. Lei non aveva paura di lui e non riusciamo a credere che sia stato lui”, dicono Ester e Iole, due amiche di Giordana, che descrivono il rapporto della vittima con l’ex convivente. “Dice che la seguiva e le inviava messaggi – hanno aggiunto le amiche – e si erano lasciati perche’ non andavano d’accordo, facevano lascia e prendi. Ultimamente si erano riavvicinati, ma era una storia contrastata”.

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Fonte: Repubblica.it