Greta e Vanessa, ricordate le due cooperanti rapite in Siria? Si torna a parlare di loro: “Ecco quanto abbiamo pagato per liberarle e a chi”


 

Al momento della loro liberazione, nel gennaio del 2015, stampa e analisti hanno dato vita a retroscena circa il possibile riscatto pagato dal governo italiano per permettere alle due cooperanti di reintrare in Italia sane e salve. E le polemiche non furono poche considerando le dichiarazioni di Greta e Vanessa: “Vorremmo tornare in Siria”. Se ne torna a parlare perché l’Ansa ha diffuso nuove notizie parlando di un riscatto di circa 11 milioni di euro (12 milioni di dollari).

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Il tribunale islamico del Movimento Nureddin Zenki, una delle milizie già indicata come coinvolta nel sequestro, avrebbe infatti condannato Hussam Atrash, coinvolto nei negoziati e capo del gruppo Ansar al-Islam, per essersi intascato quasi metà del signori della guerra. L’Ansa è entrata in possesso di una copia digitale del testo della condanna, emessa il 2 ottobre scorso dal tribunale Qasimiya del movimento Zenki nella provincia di Atareb. Atrash, basato ad Abzimo, la località dove scomparvero Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, si è intascato 5 dei 12 milioni e mezzo di dollari, equivalenti a poco più di 11 milioni di euro. I restanti 7 milioni e mezzo – affermano fonti di Atareb interpellate dall’Ansa telefonicamente – sono stati divisi tra i restanti signori della guerra locali.

Vanessa e Greta: “Vogliamo tornare in Siria”. Giorgia Meloni: “Prima ridateci i soldi del riscatto”