Il compagno la prendeva a schiaffi e pugni ma lei non fiatava, era il loro “gioco” erotico preferito. E spesso arrivava anche il medico. Poi la storia ha preso una strana piega…


 

Un gioco erotico troppo spinto. Così lei prima decide di denunciarlo poi lo perdona, ma il pentimento arriva troppo tardi e a lui nnon è restato che concordare una pena, nemmeno tanto piccola: un anno, quattro mesi e venti giorni. E’successo ad Ancona, protagonista una 38enne che aveva chiamato la Polizia dopo aver rifiutato un gioco erotico ed aver subito l’ira del compagno che l’aveva presa a schiaffi e pugni. Processo per direttissima e poi la sorpresa. Ieri mattina, scrive il Messaggero, la donna era in Tribunale, proprio accanto al ragazzo che tre giorni fa aveva accusato davanti agli agenti della squadra Volanti. Non ha voluto abbandonare quello che solo poche ore prima aveva descritto come un violento aggressore. Trecce bionde, maglietta a mezze maniche, jeans e un vistoso cerotto bianco su un sopracciglio, voleva riabbracciare l’uomo contro il quale lei stessa aveva puntato il dito. «Non volevo farlo arrestare» ha detto l’accusatrice ravveduta dopo l’udienza. Il 26enne, davanti al giudice, ha negato di aver alzato le mani. «E’ caduta e si è ferita urtando il volto contro il tavolo» ha sostenuto l’uomo rispondendo alle domande del giudice. Versione non credibile secondo il magistrato. La procura ha infatti prodotto in udienza il referto medico rilasciato dal pronto soccorso di Torrette. Dalle indagini è risultato che la donna aveva richiesto almeno altre dieci volte il soccorso medico, sempre per percosse







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