“Putt***…”. Donna stuprata dal ginecologo durante la visita, ‘inchiodato’ dalle immagini dello stupro riprese dalla vittima. Ma sui social è orrore puro: molti si schierano col medico per un ‘motivo’ choc


 

Sarebbe stata violentata per due volte dal ginecologo che l’aveva in cura, ma per il ‘tribunale del web’ la colpa – come ormai spesso accade – sarebbe della presunta vittima. E poco importa se il professor Biagio Adile, direttore di Uroginecologia a Villa Sofia-Cervello a Palermo si trovi ora agli arresti domiciliari, ‘inchiodato’ dalle immagini dello stupro riprese dalla donna. Tutto, si legge nei commenti all’articolo, sarebbe solo una montatura, architettata dalla “furba immigrata” “per soldi”, “per pagarsi l’affitto”, “per rubarci altro denaro con un processo”. Perché, dopo tutto, “è facile rovinare un professionista”. Un’altra sentenza emessa dagli utenti, insomma, che non hanno dubbi ancora prima che le indagini si chiudano e che si celebri un processo. E’ solo lei, che in Tunisia aveva già subito una decina di operazioni e sperava in Italia di risolvere il problema e trovare una cura per la malattia che la perseguitava, a doversi “vergognare”, “questa ladra bugiarda e puttana”. Del resto, deducono gli utenti dalle poche righe dei giornali, “gliela avrà data per ricattarlo”, figurati “se uno ricco come quello si scopa una n…. di merda”. (Continua a leggere dopo la foto)







E a dare addosso alla presunta vittima di stupro sono ancora una volta soprattutto le donne, per le quali si sarebbe trattato non di stupro ma di “una normalissima visita ginecologica, magari al paese suo le fanno diverse”, probabilmente – aggiunge qualcuna – “si sarà spaventata visto che qua siamo puliti e usiamo guanti mica come da loro”. A risarcire qualcuno dovrebbe quindi essere la migrante, non certo il professore, “non ci credo manco se lo vedo e se lo vedo cià comunque ragione lui”. Del resto, “adesso va di moda denunciare la violenza sessuale… figuriamoci se non ‘se lo imparavano’ anche le extracomunitarie”. Tantissimi, però, anche quelli che stavolta non restano in silenzio: “Leggo commenti orribili e sono scioccata – scrive Giorgia fra i tanti -..in una società che si dice civile dovrebbe essere normale avere pietà per una donna che cercava aiuto dopo tante sofferenze e invece ha trovato solo altro dolore..”. Dovrebbe, appunto.
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Un ginecologo di 65 anni è stato arrestato a Palermo per violenza sessuale su una migrante tunisina di 28 anni. Si tratta di Biagio Adile, direttore dell’Unità di Uroginecologia dell’ospedale Villa Sofia Cervello. Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata la polizia in servizio presso la Procura del tribunale per i minorenni di Palermo. La vittima ha raccontato di aver subito violenza due volte, una nello studio del ginecologo, l’altra nell’ambulatorio dell’ospedale. La donna, che ha raccontato di soffrire di gravi problemi ginecologici, si era rivolta al medico dopo essere stata sottoposta a 13 interventi chirurgici in Tunisia. “L’azienda ha appreso la notizia dai giornali, abbiamo richiesto l’ordinanza e aspettiamo di averla per valutare i provvedimenti da adottare” la linea dell’ospedale Villa Sofia Cervello di Palermo.

Caffeinanews by AdnKronos

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