“Ecco cosa l’ha uccisa, fate attenzione”. Ricoverata d’urgenza dopo essersi sentita male, la bimba muore sul letto d’ospedale. La scoperta choc: avvelenata da un ‘gioco’ fatto in casa che piace tanto ai piccoli


 

È morta il 12 ottobre scorso all’ospedale Bambino Gesù di Roma per una intossicazione da metanolo, sostanza contenuta in alcuni prodotti chimici tra cui la schiuma da barba, materiale utilizzato dalla mamma della bambina per realizzare uno ”Slime”, una sorta di pongo gelatinoso a scopo ludico. Il prodotto è in commercio ma è anche riproducibile in casa partendo da una base di borace in polvere (sostanza usata per saponi, disinfettanti, insetticidi, che si acquista in farmacia o nei ferramenta) a cui si aggiungono colla o altri solventi per darle la consistenza voluta. L’ipotesi, ancora tutta da verificare, è che la vittima possa aver ingerito una piccola dose di questo Slime autoprodotto, il noto pongo gelatinoso molto in voga tra i bambini, che si può anche produrre in casa per gioco proprio usando la schiuma da barba. Saranno l’autopsia, dunque, e gli eventuali esami tossicologici a permettere di accertare le cause del decesso. Tanto che il pubblico ministero incaricato, Maurizio Arcuri, ha già nominato i suoi consulenti. Consulenti che nomineranno, ovviamente, tutti quelli che saranno coinvolti nell’indagine. (Continua a leggere dopo la foto)



”La bambina, prima della crisi e dell’accesso al nostro pronto soccorso, – ha detto il primario di rianimazione del nosocomio materano, Franco Di Mona – non era mai stata ricoverata e godeva, pare, di buona salute. Da Roma abbiamo ricevuto i complimenti per come l’abbiamo stabilizzata e trasferita. Al momento del trasferimento non aveva danni cerebrali. Il metanolo? Per noi si tratta, se sarà confermata, di una causa nuova. Evidentemente i nostri colleghi possono essere arrivati ad essa dopo aver escluso tutte quelle possibili”. ”La bambina è arrivata alle nove di sera con cianosi e in arresto respiratorio. – ha spiegato alla Gazzetta del Mezzogiorno il primario del reparto di rianimazione dell’ospedale di Matera – la paziente è stata intubata. Dopo un’ora è andata in fibrillazione ventricolare. Poi è stata defibrillata ma è andata in arresto cardiaco. Subito abbiamo proceduto con il massaggio cardiaco ed è stata collegata al respiratore artificiale”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

”Il secondo arresto è stato molto importante. – ha spiegato ancora il dottor Di Mona – Nelle ore seguenti abbiamo cercato di stabilizzarla e di arrivare a una diagnosi. Le ipotesi erano quelle di una miocardite o di uno choc cardiogeno o settico o metabolico. ma non avevamo alcuna certezza. La nostra priorità, tuttavia, era quella di garantire le funzioni vitali con un buon circolo e una buona ossigenazione. Scopo che abbiamo raggiunto il 6 ottobre, quando però abbiamo deciso di trasferire la piccola nella rianimazione gold standard d’Italia, ovvero quella del Bambin Gesù. Trasferimento che è stato effettuato sabato 7 ottobre in eliambulanza con due rianimatori a bordo”. A Roma, però, le condizioni della bambina, già gravi, si sono aggravato ancora di più tanto che, pochi giorni dopo è morta.

“Ma è morto…”. La scena sulla strada italiana che ha lasciato tutti senza parole. Il siparietto assolutamente insolito è stato immortalato da un passante che non ci ha pensato due volte a spararla in rete: lo scatto virale