“Fermi”. E comincia a sparare. Lui, 75enne emiliano, nota alcuni individui sul tetto e non ci pensa due volte: imbraccia il fucile e fa fuoco. Poi la scoperta: chi erano quelle persone


Reggio Emilia come il Bronx. C’è chi direbbe che il problema è la mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine; altri invece si scaglierebbero contro la normativa che regola il permesso al porto d’armi. Per altri ancora probabilmente è il segno di una società che lentamente e inesorabilmente perde lucidità, vittima di una psicosi da bar che porta alla reazione di pancia, istintiva, disconnessa. A volte (troppo spesso?) letale. Quello che è accaduto a Reggio Emilia, indipendentemente da quali possano o meno essere le ragioni antropologiche e sociali determinanti, è l’ennesimo episodio di violenza praticata con superficialità. Un caso che poteva riempire le colonne dell’odierna cronaca nera e che, fortunatamente invece, si è risolto con una sola denuncia per il reato di esplosioni pericolose. I protagonisti della vicenda sono un gruppo di operai intenti a svolgere il loro lavoro e un 75enne residente nel capoluogo emiliano. Di quest’ultimo non si hanno ancora notizie più dettagliate, tranne che in casa deteneva regolarmente un arsenale composto da 2 carabine, 4 fucili, una pistola e 319 munizioni. (Continua dopo la foto)








Forte della sua artiglieria, quando l’uomo ha visto degli individui muoversi sul tetto del vicino non ci ha pensato due volte: convinto di dover intervenire per evitare che i ladri svaligiassero la casa, ha imbracciato uno dei suoi fucili e ha aperto il fuoco. Solo dopo si è reso conto di essersi immaginato tutto. Gli uomini sul tetto non erano malviventi, bensì degli operai al lavoro per risistemare la copertura dell’abitazione. Fortunatamente la sparatoria non ha provocato vittime e gli sventurati sono riusciti a scappare. Una volta al sicuro, gli uomini aggrediti si sono immediatamente rivolti alle forze dell’ordine per denunciare il fatto. (Continua dopo le foto)






 

 

I Carabinieri che si sono presentati alla porta del pistolero tutto avrebbero immaginato fuorché trovarsi davanti un uomo che si fingesse assolutamente ignaro ed estraneo ai fatti. L’uomo, infatti, ha negato di aver esploso i colpi, salvo poi essere tradito da pistole, fucili e munizioni conservate in casa. L’emiliano aveva regolarmente registrato le armi che deteneva legalmente in quanto possessore del porto d’armi. Fortunatamente la storia ha un lieto fine sia per gli operai illesi che per il 75enne al quale, oltre al sequestro dell’arsenale, è stato revocato il porto d’armi e notificata una denuncia per il reato di esplosioni pericolose.

“Quando in casa ci sono bambini si può sparare ai ladri”, la dichiarazione choc del ministro lascia tutti a bocca aperta. E voi che pensate?

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