Liti, aborti e aggressioni. Così la donna che ha ucciso il marito a bastonate racconta la sua storia: “Mi chiamava lurida… “


 

Detenzione cautelare in una comunità protetta o arresti domiciliari. È questa la richiesta che l’avvocato Cuscunà intende chiedere per Vincenzina Ingrassia, la donna accusata di avere ucciso il marito, Alfio Longo, a Biancavilla, nel Catanese. La donna agli inquirenti ha raccontato anni di vessazioni: “Mi chiamava lurida mula”, questa una delle frasi che l’uomo continuava a ripetere alla moglie. Come riporta l’edizione di La Repubblica di Palermo, per recuperare il suo matrimonio in crisi la donna si era rivolta anche a un consultorio familiare di Biancavilla. Sposata da 40 anni, la coppia si era conosciuta quando lei era appena quattordicenne.

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Una vita familiare serena solo all’apparenza, ma dal racconto della donna emerge un uomo completamente diverso: un marito violento che la picchiava continuamente, minacciandola con coltelli e pistole. Armi non dichiarate, che i carabinieri hanno trovato e sequestrato: una calibro 9, un fucile da caccia calibro 12 e munizioni. L’uomo coltivava anche la marijuana tra le vigne e la faceva essiccare nella mansarda di casa. el racconto della donna emergono particolari scioccanti, come quello degli aborti provocati dall’uomo: “Salì sulla mia pancia e mi diede tante di quelle botte che persi il mio bambino”, ha raccontato al magistrato Raffaella Vinciguerra. L’ultimo litigio era scoppiato perché i cani abbaiavano e la vittima aveva iniziato a bastonarli per poi riservare lo stesso trattamento alla moglie. Poche ore dopo la donna lo ha ucciso con lo stesso bastone.

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