Catania, rapina in villa: era tutto falso. La verità è un’altra e vi sconvolgerà….


 

Altro che rapina! Non è stato un bandito a uccidere giovedì Alfio Longo nella sua villa di Biancavilla, ma la moglie, Vincenzina Ingrassia. La donna infatti ha confessato l’omicidio ed è stata fermata dai carabinieri di Catania. La rapina era stata tutta una messa in scena. Solo una messa in scena. Come riporta Tgcom.24, Longo aveva “scatti violenti”, ha raccontato la donna, che si è giustificata dicendo che era “stanca di subire” le aggressioni dell’uomo. Vincenzina Ingrassia ha chiarito la sua posizione nella notte ai carabinieri di Catania che l’hanno poi fermata su disposizione della Procura. Era stata la moglie, giovedì mattina poco prima delle 5, a lanciare l’allarme.

 

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“Sono entrati in due col volto coperto, mi hanno costretto a legarlo e poi hanno legato Alfio, mio marito ha reagito e quando ha detto ‘vi ho riconosciuti’ lo hanno ucciso con colpi di legno in testa”: questa era stata inizialmente la deposizione. Ma erano troppe le incongruenze nel racconto della donna. Innanzitutto moglie e marito tenevano nella villetta molti cani, raccogliendo anche i randagi. Come mai quella notte nessuno li ha sentiti abbaiare? “Strano – avevano detto infatti i vicini, come riferisce il “Giornale di Sicilia” -. Si fanno sentire spesso e anche da lontano”. Difficilmente spiegabile anche perché i rapinatori avessero scelto come obiettivo una casa di lavoratori e non di persone ricche, in una zona “che è sempre stata tranquilla”, come hanno ribadito i vicini. Altro dettaglio poco chiaro, il bottino: poche centinaia di euro, la fede dell’uomo e non quella della donna. Perché? Tutti particolari che hanno fatto dubitare gli investigatori della verità del racconto della donna. Che alla fine è crollata.

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