“Aiuto, c’è un morto nella mia macchina!”. Panico in strada e spavento tra i passanti che, immediatamente, segnalano il caso ai carabinieri. Subito dopo i primi rilievi si capisce subito che qualcosa non torna. A cominciare dall’identità dell’uomo. È giallo


 

Giallo a Napoli. Il corpo di un clochard è strato trovato questa mattina all’interno di una macchina parcheggiata in via dei Giubbonari, zona Borgo Loreto, non lontano dal Duomo L’uomo, di cui non si conoscono ancora le generalità, avrebbe circa 30 anni e sarebbe di nazionalità italiana. A trovarlo, questa mattina, il proprietario dell’auto. Era sdraiato sul sedile del passeggero. A quanto si apprende non ci sarebbero segni di percosse, il giovane sarebbe dunque morto per cause naturali. Una certezza che verrà svelata solo dall’autopsia. Grande spavento per il proprietario della vettura, un medico che, alla visione del corpo ha immediatamente chiamato aiuto. Il personale medico del 118 non ha potuto far altro che constatare la morte. I carabinieri sono al lavoro per risalire all’identità dell’uomo che non aveva documenti con sè. Dentro la macchina, l’uomo cercava probabilmente di rifugiarsi dal freddo della notte. Un riparo che non gli ha salvato la vita.  Un nuovo triste caso di cronaca che segue di poco quello del figlio del boss Notturno, ucciso a colpi di pistola a Scampia. (Continua dopo la foto)







Momento che fa tornare alla mente l’articolo, poi ritrattato, del quotidiano britannico The Sun che quest’estate, aveva inserito la città partenopea tra le”World’s most dangerous cities”, le città più pericolose al mondo. Insieme a Caracas, Raqqa e Mogadiscio, Napoli viene segnata nella mappa realizzata dal tabloid, con tanto di simbolino rosso degli omicidi e verde della droga. “La camorra e gli omicidi sono di casa a Napoli” scriveva The Sun, “la città italiana è famosa in tutto il mondo per i suoi legami con la criminalità organizzata”. Il tabloid britannico passava poi ad analizzare le particolarità della camorra senza sconti a nessuno calcando, probabilmente, anche la mano. (Continua dopo le foto)





 


“I clan partenopei – si legge – si uniscono nel Sistema (“known as ‘O Sistema, The System”) e sono diversi dagli altri consessi mafiosi italiani perché non hanno un’organizzazione gerarchica, ovvero dei veri boss al vertice. Le gang criminali sono spesso formate da minori (“baby gangs”) che compiono ogni giorno atti di violenza e ” la disoccupazione giovanile ha un ruolo tragico in questo senso”. L’articolo proseguiva sostenendo che la città ha una reputazione talmente negativa che con la frase ‘va’ a Napoli’ gli italiani intendono ‘vai all’inferno’.
“Un giudizio falso e superficiale da parte di chi evidentemente non ha mai passato un solo giorno della sua vita a Napoli”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Napoli – aveva aggiunto de Magistris – è una città piena di problemi, ma sicuramente nelle classifiche del mondo non è collocata nel modo in cui il Sun la vuole collocare. Credo ci sia gente che non ha mai vissuto l’emozione straordinaria di vivere e passare per la città di Napoli. Non sanno cosa si perdono e vanno avanti con affermazioni fuori dalla realtà, ovviamente risibili ma che non producono danno alla nostra città”.

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