Il giallo della 16enne morta a Messina, lo strazio della sorella: “Ilaria perdonami, non ti ho aiutata…”


 

“Siamo cresciute insieme, io la sorella maggiore e tu quella minore. I primi bagnetti insieme, i primi giochi insieme, le prime risate insieme, le prime litigate insieme e a volte anche qualche bastonata”. Samanta Boemi, sorella di Ilaria, 16 anni, trovata morta l’altro ieri notte a Messina sulla spiaggia del lungomare del Ringo, ricorda così su Facebook la sua infanzia.

 

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E sotto la foto la ragazza continua: “Poi crescendo le nostre strade si sono divise e tu non eri più la stessa, solo Dio sa quante volte mi facevo il sangue amaro a vederti con un piercing nuovo o con un nuovo colore di capelli ma allo stesso tempo rivedevo nei tuoi occhi la stessa bambina di un tempo desiderosa di affetto e di una mano di aiuto ed io non potrò mai perdonarmi di non essere stata in grado di farlo, perché io ero quella più grande e io dovevo dirti cosa era giusto e cosa no, che questa vita fa schifo e che non bisogna fidarsi delle persone, scusami”. “Con le lacrime agli occhi – continua – mi ricordo come ti divertivi a dire: ‘io sono sua zia’ e anche se era la verità per me eri e resterai per sempre la mia sorellina minore”. Intanto, sul fronte delle indagini, stamattina al Policlinico di Messina si sono svolti gli esami tossicologici e l’autopsia sul corpo di Ilaria.

Come ricorda l’Huffington Post, non sono ancora chiare le cause del decesso della minorenne, che potrebbe aver avuto un malore o aver ingerito droga o alcool. Sul corpo non c’erano segni di violenza. Ilaria, come ha confermato anche un pescatore della zona, si trovava con altri due giovani, un ragazzo e una ragazza, che hanno chiesto aiuto a un ciclista di passaggio, prima di dileguarsi. La giovane Ilaria potrebbe essere morta dopo aver ingerito dell’ecstasy ‘cattiva’. È la pista privilegiata dalla procura di Messina che coordina le indagini sul decesso della minorenne. “Se dovessimo trovare conferma a questa ipotesi – spiega il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita – avvieremo controlli anche con le altre procure che trattano casi analoghi per verificare se in Italia sta girando dell’ecstasy letale”.

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