“Si poteva salvare!”. Il drammatico racconto della morte di Adele a soli 16 anni. I suoi ultimi istanti sono stati tremendi: “Butta gli occhi all’indietro… è una ragazzina, trema tutta!”. La telefonata choc al 118


 

Un racconto drammatico che descrive gli ultimi momenti di vita di Adele De Vincenzi, la giovane di 16 anni deceduta a Genova per aver ingerito una dose di metanfetamina. “È con degli amici, ma loro non vogliono chiamare l’ambulanza”, sono le parole che Cristian, un 38enne netturbino in servizio a Genova il giorno della morte della ragazza. Frase che ha pronunciato, parlando al telefono con il 118 dopo aver visto l’adolescente in evidente difficoltà. “C’è una ragazzina, avrà più o meno 15 anni, trema tutta. È con altri amici e sembra che abbia preso chissà cosa, ma loro non vogliono chiamare l’ambulanza”, dice l’uomo nella telefonata pubblicata da Il Secolo XIX. Adele, studentessa di Chiavari, si è sentita male la sera del 28 luglio vicino alla stazione di Brignole, in via San Vincenzo. La ragazza è morta dopo aver assunto una dose di Mdma, una potente metanfetamina ed è deceduta 40 minuti dopo essere stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Galliera. Il fidanzato e un amico di Adele erano stati arrestati e poi messi ai domiciliari con l’accusa di aver ceduto della droga alla minorenne. (continua dopo la foto)







Nella telefonata pubblicata dal giornale ligure, l’uomo che ha chiamato i soccorsi ha spiegato di essere uno spazzino e aggiunge: “Mi sento male a vedere questa scena, venite subito con una ambulanza”, dice ricordando che si trova al civico 30 di via San Vincenzo. Quando gli operatori del 118 gli hanno chiesto se la ragazza fosse ancora cosciente, Cristian ha risposto: “Non è cosciente, trema tutta, butta gli occhi all’indietro”. Una scena da brivido, di fronte alla quale l’uomo non è rimasto con le mani in mano, ma ha anzi tentato in tutti i modi di prestarle soccorso, di fronte agli amici che al contrario non volevano muovere un dito, evidentemente impauriti dalla conseguenze a cui, inesorabilmente, sono andati in contro. (continua dopo le foto)








 


Quando sono arrivati i soccorsi, la giovane è stata subito portata in ospedale, mentre la polizia ha condotto Cristian in questura. Una volta interrogato l’uomo ha aggiunto alcuni dettagli al suo racconto. Dopo aver visto la ragazza crollare a terra, il netturbino si è avvicinato per soccorrerla ma i ragazzi gli avrebbero risposto di “non chiamare nessuno, semmai di darle dell’acqua”. Le parole di Cristian potranno avere un peso rilevante nella vicenda dei due ragazzi ai domiciliari: il fatto che i due non abbiano voluto chiamare l’ambulanza probabilmente peggiorerà la loro situazione e potrebbero dover rispondere di accuse più gravi dell’aver dato la dose letale di Mdma ad Adele.

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