“È morto ed è una grande perdita”. Addio al noto chef che con la sua arte aveva incantato i più grandi: aveva lavorato con Antonino Cannavacciuolo e altri maestri. Un tragico incidente lo ha portato via: “Era un ragazzo stupendo, il suo sorriso non ci lascerà mai”


 

Un tragico incidente ha spezzato la sua giovane vita. A soli 28 anni se ne è andato Raffaele Casale una giovane promessa dell’arte culinaria italiana. Raffaele Casale, lo chef è morto in incidente in moto a Trani. Erano da poco passate le 4 di notte quando lo chef delle Lampare al Fortino è rimasto coinvolto in un grave incidente in motocicletta in via Martiri di Palermo a Trani. La dinamica dell’incidente è ancora da chiarire, stando a una prima ricostruzione la moto ha urtato a forte velocità contro un’auto. Sul posto è giunta immediatamente la polizia stradale che ha effettuato tutti i rilievi del caso e indagherà per comprendere cosa sia accaduto e accertare eventuali responsabilità. Da allievo di Antonino Cannavacciuolo alle Lampare al Fortino di Trani, passando per molte delle cucine stellate italiane, il giovane si è fatto conoscere e apprezzare. Il 28enne chef di origini campane si è schiantato con la moto contro un palo della luce in via Martiri di Palermo, in zona Capirro, a Trani. Gli investigatori sono al lavoro per verificare le cause dell’incidente avvenuto a meno di 24 ore dalla strage con tre morti carbonizzati nella notte precedente. Raffaele Casale era arrivato in Puglia poco meno di due anni fa. Era passato da Villa Crespi, il ristorante (premiato con due stelle Michelin) guidato dal masterchef Cannavacciuolo, che lo aveva accolto per uno stage. (continua dopo la foto)







Il grande cuoco ne aveva riconosciuto le sue grandi qualità, confermandone il ruolo al suo fianco per altri due anni. Il giovane chef era poi passato anche dalle cucine di Moreno Cedroni alla Madonnina del Pescatore di Senigallia. Fortino aveva poi indossato i panni di braccio destro di Gaetano Trovato, lo chef dello storico ristorante Arnolfo a Colle Val d’Elsa in provincia di Siena. Di due stelle in due stelle. Grandi cuochi e la difficile impresa di stare al loro passo, seguendone ritmi e orme. Poi l’incarico affidatogli alle Lampare al Fortino dai patron Antonio Del Curatolo e Pasqua Fiorella. La prima volta alla guida di una cucina nei panni di titolare, prendendo in carico la mission di dare dignità e identità a una cucina in cerca d’autore e in una terra che non era la sua. (continua dopo le foto)








Raffaele Casale aveva fatto una vera e propria full immersion nella conoscenza dei prodotti pugliesi, imparando a riconoscere gli odori e la qualità delle materie prime e a distinguere fra i produttori. E nei giorni di riposo faceva regolarmente visita alla mensa di Pietro Zito, l’anima di Antichi Sapori a Montegrosso di Andria, pietra angolare della cucina tradizionale pugliese. In tasca, un paio di certezze legate strette alle sue origini: le grandi paste campane, i pomodori, le nocciole irpine. E il ‘pane cafone’. Insieme con le tecniche rubate ai maestri e da mettere a frutto: rigettandone alcune, replicandone altre, fino a imboccare la sua rotta personalissima. Avrebbe compiuto 29 anni il 27 marzo.

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