Ferragosto choc a Roma. Va a gettare l’immondizia ma appena apre il cassonetto comincia il giallo dell’estate romana. Un caso macabro


È stato un Ferragosto choc quello di Roma, già funestata da disservizi e condizioni igieniche non delle migliori. Ed è avvenuto tutto a due passi da piazza Euclide: per chi è poco pratico della Capitale, siamo nel quartiere Parioli. È lì che, all’interno di un cassonetto per l’immondizia, sono stati trovati i resti di un cadavere sezionato: due gambe probabilmente tagliate con una sega o motosega e poi occultate nel contenitore di metallo. Il ritrovamento agghiacciante è ‘toccato’ a una ragazza, la sera del 15 agosto attorno alle ore 20, su un tratto di viale Maresciallo Pilsudski, all’altezza di Villa Glori. Comprensibilmente, la giovane è stata colta da malore quando ha compreso cosa c’era nel cassonetto ma, nonostante lo choc, ha dato subito l’allarme. Immediato l’arrivo di una volante della polizia di stato che ha avviato subito le indagini. Un ritrovamento che ha riportato alla mente dei romani e della cronaca nera quello di un pezzo di arto inferiore qualche anno fa nel Tevere. Per il momento si parla di ‘giallo’ e non potrebbe essere che così considerando la difficoltà enorme di risalire all’identità della vittima.  (Continua dopo la foto)



Il lavoro degli inquirenti dovrà sicuramente partire da eventuali denunce di scomparsa muovendo dai rilievi di polizia scientifica e medico legale, professionalità in grado di ‘leggere’ quei resti umani. Da una prima ispezione del medico legale, si apprende dal quotidiano romano Il Messaggero, non sembra appartenere a quello di un senza fissa dimora. Sono gli agenti della squadra mobile a indagare e, però, non possono contare su tanti elementi normalmente fondamentali nelle indagini. Essendoci solo le gambe, non è possibile dare un’identità tramite impronte digitali. I due arti sembrano appartenere a persona in condizioni di agiatezza o comunque di normalità, senza i segni di violenze pregresse all’amputazione. Quello che è emerge è che si tratterebbe – almeno stando alle prime indiscrezioni raccolte e battute dall’agenzia Ansa – dei resti del corpo di una donna.  (Continua dopo le foto)



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Si apprende, inoltre, che gli arti sono curati (questo di sicuro l’elemento che ha portato a escludere che siano di una donna senza fissa dimora) e non sono stati semplicemente lanciati nel cassonetto ma deposti all’interno di un contenitore di metallo, con l’evidente obiettivo di occultarli il più possibile. Non c’era dunque la volontà, da parte del responsabile del macabro atto, di agevolarne facilmente il ritrovamento. Ulteriore dettaglio che emerge dai primi rilievi è che gli arti inferiori sono stati tagliati all’altezza dell’inguine. Roma ha un altro caso di nera di cui parlare.

“Fermo, fermo!”. L’operaio sta per svuotare il cassonetto nel compattatore quando sente le urla del collega che gli intima di fermarsi. Quello che trovano lì dentro è impressionante. Una vicenda assurda che sta facendo il giro del paese