“Già centinaia di disdette: i turisti boicottano il Trentino”. Dopo l’appello degli animalisti per l’uccisione dell’orsa KJ2, ecco la reazione di tanti italiani


 

“Iniziano le disdette agli alberghi ed alle case di vacanza in Trentino da parte dei turisti italiani, russi e francesi”. Lo annuncia l’Aidaa – Associazione italiana difesa animali ed ambiente – che domenica aveva lanciato questa forma di protesta dopo l’abbattimento dell’orsa Kj2 nella Provincia di Trento. L’uccisione dell’animale, responsabile di aver attaccato e ferito il 22 luglio scorso un uomo di 70 anni in un bosco nella zona dei laghi di Lamar, ha scatenato le proteste di tutte le associazioni animalisti. E ora anche su Twitter molti utenti annunciano l’adesione al boicottaggio: “Non metterò mai più piede in Trentino”, scrive qualcuno con l’hashtag #NoVisitTrentino. “Al momento sono una trentina le disdette di case ed alberghi per il periodo del post Ferragosto, per un totale di circa un centinaio di turisti che hanno deciso di non passare le vacanze in Trentino dopo la barbara uccisione dell’orsa Kj2 ordinata dal presidente della Provincia Ugo Rossi con l’ordinanza firmata nei giorni scorsi”, afferma il presidente di Aidaa, Lorenzo Croce. (Continua a leggere dopo la foto)







“Le segnalazioni di disdette immediate, ma sopratutto di persone che hanno deciso di cambiare località sciistica per il prossimo inverno, sono molte e ci arrivano di fatto alla media di tre o quattro ogni ora”, prosegue Croce, il quale chiede all’Europa ed al Governo di “condannare ufficialmente questo assurdo ed inutile omicidio dell’orso”. “Sono milioni le persone indignate per l’uccisione dell’orsa Kj2, precedentemente catturata e radiocollarata e quindi perfettamente ‘controllabile’. Un animalicidio, voluto, studiato e architettato nel chiuso del palazzo della Provincia di Trento. Infatti nessuna associazione e nessun cittadino è stato reso partecipe dei processi decisionali, proprio come avviene nelle dittature“, è invece il commento dell’Enpa – Ente Nazionale per la Protezione degli Animali – che chiede le dimissioni del presidente della provincia di Trento Ugo Rossi e del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. (Continua a leggere dopo le foto)








 

Questa uccisione non era necessaria, l’orsa è stata se stessa: quasi all’unisono le voci di commento dopo l’abbattimento dell’orsa Ki2 sul Monte Bondone eseguito dagli agenti del corpo forestale della provincia autonoma di Trento. Furibondi gli ambientalisti, gli animalisti, i tecnici ma anche i politici, Verdi e non solo, che vogliono denunciare il presidente trentino Ugo Rossi (del Partito Autonomista Trentino Tirolese, eletto col centrosinistra nel 2013) per aver scelto l’uccisione del plantigrado. Rossi si difende: “In tutto il mondo si fa così, quando un orso diventa pericoloso lo si abbatte” ma, come ricorda invece l’etologo Enrico Alleva, membro dell’Accademia dei Lincei e presidente della Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente, “l’uccisione di un esemplare è l’extrema ratio, l’ultima possibile linea d’azione per un esemplare già catturato che può essere perciò narcotizzato e portato in aree e situazioni di sicurezza per l’uomo”.

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