“Quello che ha fatto per salvarla è da stretta al cuore”. Antonio Ermenato ingoiato dal mare insieme alla giovanissima Lara Scamardella: per loro non c’è stato nulla da fare. La dinamica della tragedia raccontata da un soccorritore: il gesto estremo di Antonio


 

La morte dei due sub nel mare di Ischia ha lasciato sgomenti. Antonio Emanato, un uomo di 42 anni e Lara Scamardella una ragazza di appena 13, figlia di un amico del sub, hanno perso la vita domenica 13 agosto in una grotta sommersa. A raccontare la dinamica dell’incidente è Paolo Ardizio, un operatore tecnico subacqueo che insieme al suo collega Pietro Sorvino ha recuperato intorno alle 14 di ieri il corpo senza vita del 42enne: “Dalla capitaneria di porto mi hanno allertato per intervenire nella Secca delle Formiche, ma non sapevo chi fossero i sub dispersi. Sono entrato nella grotta sotto le Formiche ed era tutto buio pesto. Mi muovevo a tentoni, tastando a mani nude le rocce perché era impossibile orientarsi altrimenti e quando ho scorto nella penombra un corpo ho visto che era Tonino. Il mio amico sub Tonino Emanato che ormai era morto e ho pianto disperatamente”. Una testimonianza drammatica raccolta dalla capitaneria di porto di Ischia, che indaga sulla tragedia consumatasi ieri mattina nel tratto di mare a ridosso del Regno di Nettuno. Paolo Ardizio conosceva bene Antonio e a fatica rievoca quei terribili momenti. Poca voglia di raccontare un dramma che è anche suo personale. (continua dopo la foto)







“Conoscevo da tantissimi anni Antonio, insieme a lui abbiamo fatto centinaia di immersioni. Quando sono entrato nel buio della grotta e l’ho visto cadavere mi sono raggelato. È una scena che non dimenticherò più per il resto della mia vita”. E quando gli è stato domandato se ha visto anche nella grotta incastrato il corpo senza vita di Lara spiega: “Lì sotto era tutto buio pesto per colpa della melma che ha intorbidito il fondale. Ho riportato in superficie il corpo di Tonino Emanato e poi sono scesi i sub dei vigili del fuoco e quelli del gruppo sub-speleologi. Non sono riuscito a vedere altro, anche se ho tentato di fare tutto il possibile”. Secondo una primissima ricostruzione, sembra che Antonio non indossasse le bombole perché le avrebbe date a Lara Scamardella, nell’estremo tentativo disperato di salvarla. (continua dopo le foto)








 


Ad Ardizio è stato chiesto se le cose sono andate in quel modo: “Quando ho visto Antonio – risponde Paolo – lui non aveva le bombole e, conoscendo la sua grandissima esperienza e il suo enorme cuore e altruismo, è probabile che se le sia tolte per darle alla ragazzina che era in difficoltà. Un modo, forse, per consentirle di respirare e risalire meglio verso la superficie. Ma questa è solo una mia supposizione e lascio alla magistratura il compito di indagare e accertare tutto. Tra l’altro, per il rispetto della famiglia Emanato e del loro lutto, preferisco non parlare più di questa vicenda, ma voglio solo ribadire che Tonino era una persona eccezionale”. La verità su quello che è avvenuto nella grotta inabissata potrebbe arrivare da una microcamera go-pro che Antonio usava per le immersioni.

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