”C’è un uomo senza un braccio in mezzo alla strada”. Un caso choc sull’autostrada delle vacanze: vaga sulla carreggiata senza un arto e imbrattato di sangue. Quando la polizia stradale lo ferma non crede ai propri occhi: ecco cosa è successo al ragazzo


 

È stato travolto da un’auto mentre camminava a piedi in autostrada per uscire allo svincolo di Milazzo. È questa la ricostruzione effettuata dalla polizia stradale di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, che da ieri sta lavorando al caso dell’uomo senza un braccio rintracciato sulla A20 in stato confusionale da una pattuglia. L’uomo, trasportato con l’ambulanza del 118 al Policlinico universitario di Messina, è stato sottoposto immediatamente a un intervento chirurgico d’urgenza. Gli agenti ora stanno cercando di capire cosa sia accaduto e cosa abbia causato la perdita dell’arto. Secondo una prima ricostruzione effettuata dalla polizia stradale, il trentunenne era arrivato in Sicilia da Roma su di un pullman di linea, e sarebbe dovuto scendere alla fermata di Milazzo, forse per andare alle isole Eolie, ma a quanto pare durante la sosta stava dormendo. Quando si è svegliato, accortosi di aver superato la sua meta, ha chiesto molto insistentemente all’autista del bus di linea di fermare il mezzo per farlo scendere, cosa che poi è avvenuta. Ma mentre l’uomo andava a ritroso e a piedi lungo l’autostrada è stato travolto da una vettura, e l’impatto gli ha tranciato di netto il braccio sinistro ed ha provocato lo spappolamento della milza. (Continua a leggere dopo la foto)



Il conducente dell’automobile è scappato subito dopo l’urto con il trentunenne ma è stato già individuato dalla polizia stradale a mentre cercava, a quanto pare, di riparare l’auto da un carrozziere. Ieri mattina, domenica 13 agosto, i poliziotti hanno anche ritrovato il braccio sinistro mozzato dell’uomo. Il ritrovamento è avvenuto a circa cinquanta metri di distanza dal luogo dell’incidente. Gli uomini della polizia stradale hanno anche trovato e sequestrato al 31enne alcune dosi di marijuana. Intanto si sarebbe concluso da poco l’intervento di ricostituzione dell’arto mozzato al Policlinico di Messina, che dovrebbe essere riuscito. Oltre al trauma all’amputazione del braccio, il trentunenne presentava anche una lesione alla milza che gli è stata asportata. (Continua a leggere dopo la foto)



 

L’intervento – Una volta arrivato in ospedale il paziente ha la priorità assoluta e deve prima essere stabilizzato per quanto riguarda le sue condizioni generali, soprattutto se perde sangue, poi va sul letto operatorio. Come procedono i chirurghi? ”Si comincia dall’osso – spiega Giorgio Pajardi, direttore del Dipartimento di Chirurgia della Mano all’Ospedale San Giuseppe di Milano e docente per questa specialità all’Università Statale – poi si suturano i tendini, poi i nervi e infine i vasi sanguigni. Ristabilire la circolazione è fondamentale e va fatto entro sei ore dall’amputazione. Paradossalmente viene per ultima, ma se fatta prima non funziona”. Poi il paziente va tenuto sotto stretta osservazione perché ci sono due momenti in cui rischia complicanze. Il primo momento arriva dopo 3-4 giorni dall’intervento: può succedere che le arterie si ostruiscano e allora l’arto reimpiantato diventa bianco perché non ha più circolazione del sangue. Il secondo momento riguarda le vene: attorno al decimo giorno può succedere che la parte reimpiantata diventi viola, poi nera perché le vene collassano: e questo significa che il reimpianto non ha funzionato. Se si superano questi due momenti, il paziente è fuori pericolo, ma andrà incontro a un lungo periodo di riabilitazione.