“È un’ingiustizia, una cosa orribile”. È polemica sui social per la barbara uccisione dell’orsa KJ2 in Trentino. L’avevano dichiarata pericolosa ed era partita la caccia, ora il tragico epilogo. Tutti i dettagli


 

Purtroppo la notizia che molti di noi non volevano leggere è arrivata: l’orsa KJ2, ritenuta pericolosa, è stata abbattuta dagli agenti del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento in ottemperanza dell’ordinanza emessa dal presidente della Provincia per garantire la sicurezza delle persone. Per dare la caccia all’orso, dopo che aveva aggredito un idraulico settantenne, erano stati impiegati trenta forestali, che per la gestione del caso hanno dovuto seguire regole molto complicate. A comunicarlo è la Provincia autonoma di Trento. L’uccisione è avvenuta dopo l’identificazione genetica e la successiva cattura dell’animale. Tutto è nato dall’ultimo caso di aggressione. Un uomo camminava nel bosco quando un orso lo ha attaccato. Angelo Metlicovez, idraulico settantenne di Cadine, era stato aggredito mentre stava camminando in Valle dei Laghi, lungo il sentiero 627, all’altezza del maneggio Liberio in località Predera, un sentiero che collega il secondo lago di Lamar con la zona di Terlago, dove si trovava in passeggiata. Ferito da un morso a un braccio, l’uomo si è salvato gettandosi in un canalone, quindi è stato soccorso e trasportato con un elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento dove era stato medicato. (Continua a leggere dopo la foto)








Anche il suo cane Kira, che lo accompagnava, era stato recuperato ferito e portato a casa. Sul luogo, alla ricerca dell’orso, sono subito state mandate unità cinofile, squadre del corpo forestale e del soccorso alpino. La zona era stata isolata e messa in sicurezza. Anche se sono sempre più frequenti le segnalazioni di plantigradi che si avvicinano ai centri abitati, era dai giorni del caso dell’orsa Daniza che non si registravano contatti traumatici tra gli orsi e l’uomo. L’orsa, poi morta per un eccesso di sedazione durante la cattura, aveva aggredito un escursionista che si era trovato per caso ad avvicinare due cuccioli dell’animale, mentre cercava funghi in un bosco di Pinzolo. (Continua a leggere dopo le foto)








 

Sono serviti dunque trenta forestali per la caccia all’orsa protagonista dell’attacco. La pericolosità dell’orsa era stata definita “massima”. L’orsa in questione aveva 15 anni e 133 chili di peso, nome in codice Kj2, protagonista di un’aggressione nel giugno del 2015 e da allora ricercata dai forestali. Le regole per la cattura di un animale protetto come l’orso sono molto complicate e prevedono una serie di procedure definite dal ministero per l’Ambiente in accordo con le Regioni: le squadre devono essere di almeno quattro uomini, tra cui un veterinario, un operatore addestrato all’uso di fucili per la telenarcosi, un forestale con fucile tradizionale (per garantire la sicurezza della squadra) e un conduttore di cane addestrato alle attività contro gli “orsi problematici”. La Provincia di Trento ha scelto cani di razza Laika, provenienti dalla zona artica, di taglia media ma di grande coraggio. Sui social, intanto, tutti esprimo solidarietà per l’orsa.

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