“Ecco com’è morto Mattia”. A tre giorni dal ritrovamento del campione di nuoto 24enne, l’autopsia rivela la causa del decesso. “Dell’Aglio stava bene, non aveva patologie”. Confermati i due indagati: tutti i dettagli


 

Proprio come già detto nei giorni scorsi, la procura di Modena ha aperto un fascicolo sulla morte del nuotatore Mattia Dall’Aglio. La morte del campione di nuoto 24enne è avvenuta mentre si stava allenando all’interno di una palestra di Modena. Ora, a tre giorni dal decesso, l’autopsia rivela finalmente la causa della morte del giovane. Gli esami, cominciati verso le 12.30 e proseguiti per due ore, non sono riusciti a chiarire con esattezza l’orario del decesso, avvenuto domenica in una sala adibita a palestra in strada Formigina a Modena, nella struttura dove si trova anche la piscina dei vigili del fuoco. La procura di Modena indaga per omicidio colposo e per il momento ha iscritto nel registro degli indagati due persone: il presidente dell’associazione ‘Amici del nuoto” e un tecnico che fa parte dell’associazione. Per il medico legale la morte del nuotatore Mattia Dall’Aglio è avvenuta per arresto cardiocircolatorio, ma saranno necessari ulteriori accertamenti, per questo il cuore del 24enne è stato inviato a un centro specializzato di Padova, da dove, presumibilmente, arriveranno risposte più approfondite sulla dinamica dell’accaduto. (Continua dopo la foto)







Ha detto principalmente questo l’autopsia svolta oggi alla medicina legale del Policlinico di Modena, coordinata dal professor Enrico Silingardi, sulla salma dello sportivo originario di Montecchio (Reggio Emilia). Come spiegato nei giorni scorsi dal procuratore capo di Modena Lucia Musti, l’iscrizione, con il fascicolo in mano al pm Katia Marino, non si è resa necessaria soltanto per permettere l’autopsia, ma anche per chiarire se quella stanza con gli strumenti per allenarsi sia in regola con le norme previste. Da quello che trapela, difatti, pare che Dall’Aglio fosse da solo all’interno di un locale che viene utilizzato soltanto da alcuni sportivi dopo che si è ottenuta la chiave custodita da un bar sempre adiacente alla piscina. Proprio la stanza adibita a palestra è stata posta sotto sequestro dagli uomini della squadra Mobile della polizia di Stato modenese, del vice questore aggiunto Marcello Castello. (Continua dopo le foto)








 


Sono stati prelevati, inoltre, documenti (tra questi pare autorizzazioni concesse all’associazione ‘Amici del nuotò) e i video del sistema interno di sorveglianza, dove Dall’Aglio risulterebbe ripreso mentre si allena e fa stretching. All’autopsia hanno preso parte anche tre consulenti: Eleonora Tore, nominata dalla procura, il dottor Sabino Pelosi (incaricato dall’avvocato dei due indagati, il modenese Giulio Garuti) e quello dei parenti del 24enne. Non risulta che Dall’Aglio soffrisse di patologie, come l’autopsia dimostra, il che rende ancora più inspiegabile la morte di uno sportivo in salute, monitorato proprio per la sua attività professionistica.
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