“Io in cella con un assassino”. Francesco Schettino, le prime indiscrezioni dal carcere di Rebibbia. I particolari sulla vita dell’ex comandante della Costa Concordia. Come vive là dentro e chi sono i “personaggi” con cui ha a che fare


 

Nessuno dimenticherà mai l’angosciante vicenda della Costa Concordia, la nave da crociera che per un errore umano naufragò a qualche centinaia di metri dalla costa dell’isola del Giglio. Responsabile di tutto, almeno secondo la magistratura, il comandante Francesco Schettino che sin dal 12 maggio, data durante la quale si è consegnato al carcere, si trova a Rebibbia per scontare i sedici anni di pena confermati dalla Cassazione. Novanta giorni di silenzio da allora. E oggi le prime parole, riportate da Cristiana Mangani de Il Mattino di Napoli: “La mia condanna è dichiaratamente punitiva e non riabilitativa”, ha considerato con gli amici. Una condanna che sembra avere accettato, ma senza rassegnazione. “Questa mia condizione era una tappa obbligata – cerca di esorcizzare le sue colpe con le persone care – ma non mi rassegno all’idea che un giorno verrà capita la verità”. Ma come passa il suo tempo dietro le sbarre? Ecco, lui legge molto e approfondisce tematiche legate alla meditazione e al trascendentale, due vecchie passioni. (Continua dopo la foto)









“Senza la meditazione non avrei resistito chiuso qui dentro”, ammette. Divide la detenzione con altri tre criminali comuni, nel reparto G8, detto “il penalino”, nella cella numero 81. Qui le porte restano aperte tutto il giorno fino alle 22,30. L’ex capitano ha avuto come primo compagno di stanza l’assassino della giovanissima Sara Di Pietrantonio, la guardia giurata Vincenzo Paduano. Ha incontrato più volte Manuel Winston, il filippino condannato per l’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre. “Mi capita spesso di parlarci”, ha raccontato. E ha imparato anche chi sia Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia. Prima del carcere non ne conosceva l’esistenza, e ora gli capita di condividere qualche momento con l’ex senatore durante l’ora d’aria. (Continua dopo le foto)








Fa sport l’ex comandante: gioca a tennis, a ping pong e a calcio balilla. E comunica tanto: invia mail ad altri detenuti. Vorrebbe iscriversi a Giurisprudenza, e non è detto che alla fine non lo faccia. “Nel mio reparto ci sono parecchi ergastolani – riflette – Da loro ho capito molto cose, mi rispettano tutti, fanno a gara per offrirmi il caffè, anche se sulla mia persona pesa ancora l’immagine del comandante guascone che abbandona la nave”.
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