“Non è stato ucciso accidentalmente, quindi…”. Svolta nelle indagini per la morte di Carlo Marigliano, il ragazzo italiano ammazzato in America. Tutti i dettagli


 

Un ulteriore passo avanti nelle indagini americane sull’uccisione del ragazzo italiano in Arkansas. Due persone in manette, ma manca ancora il movente e resta da stabilire con precisione la dinamica. I poliziotti di Little Rock, in Arkansas, stanno procedendo con le indagini per fare chiarezza sull’omicidio di Carlo Marigliano, 31 anni, il napoletano ucciso il 28 luglio. Venerdì Andre Jackson, 35 anni, era stato arrestato e rinchiuso, senza cauzione, nel carcere della contea di Pulaski; la seconda sospettata, Charina Fort, 30 anni, ricercata per 24 ore e considerata armata e pericolosa, si è arresa alle 17.30 di sabato pomeriggio, le 00.30 di domenica ora italiana. Sulle circostanze che hanno portato alla morte del giovane turista italiano la polizia mantiene il massimo riserbo. Il corpo del ragazzo era stato ritrovato senza vita in una automobile, presa a noleggio, alle 23 ora locale; Steven McClanahan, portavoce della polizia di Little Rock, aveva dichiarato che il ragazzo era stato colpito con un’arma da fuoco mentre stava guidando sulla North Shackleford Road ed era andato a sbattere contro uno degli edifici. (Continua a leggere dopo la foto)








I media americani hanno dedicato molto spazio alla vicenda e, nei giorni scorsi, Steve Moore, poliziotto di Little Rock, parlando al quotidiano locale «Arkansas matters.com», facendo intendere di non poter rivelare troppi particolati per non rischiare di compromettere le indagini, aveva detto che gli investigatori non ritengono che Marigliano sia stato «selezionato in modo casuale o vittima accidentale». Carlo sarebbe quindi stato aggredito intenzionalmente e l’omicidio potrebbe essere la conseguenza, questa una delle piste, di una rapina. Ne sono convinti anche i familiari, che ieri, poco dopo mezzogiorno, sono rientrati in Italia. (Continua a leggere dopo la foto)








 

Ciro Marigliano, il padre di Carlo, tassista, è stato accolto da alcuni familiari e colleghi che lo hanno aspettato a Capodichino per porgergli le condoglianze. «Abbiamo saputo dell’altro arresto ha detto, stanco e visibilmente scosso ci hanno avvisato durante lo scalo a Monaco. La polizia americana in una settimana è riuscita a catturare il primo sospettato ed era sulle tracce dell’altra, che adesso è stata presa. Non ci hanno spiegato molto, i contorni non sono ancora chiari, ma ci hanno detto che molto probabilmente si è trattato di una rapina finita male».

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