”Ma cosa c’è?”. Arrivano nel negozio per un controllo e i loro occhi cadono su una statuina di Padre Pio. Dopo un’attenta ispezione capiscono tutto e restano sbalorditi. Ma i due proprietari finiscono nei guai: cosa nascondeva ‘il santo’ (e no, non si tratta di droga)


 

Abbattere i costi della bolletta dell’’energia elettrica anche del 50 per cento. I metodi, illegali, sono tanti. Tra questi c’è quello della calamita sul contatore, stratagemma diffuso negli appartamenti privati e nei locali pubblici per non far lievitare il costo nella bolletta. I titolari di un negozio di Alcamo (in provincia di Trapani) sono stati beccati e denunciati dai carabinieri per aver manomesso il contatore garantendosi un risparmio del 90% sull’utilizzo effettivo. A far notizia, però, è il metodo utilizzato dai due. Durante uno dei periodici controlli agli esercizi commerciali della città gli investigatori hanno notato, in bella vista sul contatore elettrico, una statuetta del Santo da Pietrelcina. Quella che, a prima vista, poteva apparire una esternazione di fede si è invece dimostrata un’astuta trovata per abbattere il costo dell’energia elettrica. È stata proprio la statuina del santo a destare sospetto nei militari: troppo pesante per essere stata realizzata con il gesso e troppo voluminosa alla base. Dopo un’attenta ispezione i carabinieri hanno così scoperto un potente magnete celato all’interno della base in gesso che, di fatto, manometteva il funzionamento del contatore elettronico dell’Enel garantendo un ”risparmio” di circa il 90% in bolletta. (Continua a leggere dopo la foto)






I due proprietari dell’attività commerciale sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Trapani per furto aggravato di energia elettrica. Dagli allacci abusivi, ai collegamenti “fantasma” alla rete elettrica, fino alle ultime tecnologie con computer e calamite: gli stratagemmi per rubare l’energia elettrica sono molti. Un tempo i contatori elettrici erano meccanici e avevano un disco che girava continuamente per segnare i consumi. In questo caso posizionando la calamita, che funge da freno magnetico, viene rallentata la rotella che quindi registra consumi inferiori. Per farlo occorre utilizzare un magnete molto potente e di una forma opportuna che porti alla saturazione del nucleo del trasformatore. In alcuni modelli di contatore a lettura remota sono installati anche dei sensori che segnalano anomalie del campo magnetico, smascherando immediatamente il tentativo di sabotaggio. (Continua a leggere dopo la foto)








 

Un’altra soluzione era un negativo fotografico all’interno del contatore, sempre con lo scopo di bloccare la rotella. Successivamente i contatori della luce sono stati sostituiti con i nuovi modelli elettronici e anche i furbetti si sono adeguati all’avanzare della tecnologia.
Le persone che manomettono il contatore con il magnete incorrono in una denuncia penale di furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento. Il furto di energia elettrica mediante manomissione del contatore è difatti un reato punito dagli articoli 624 e 625 comma 2 (furto e circostanze aggravanti) del codice penale.

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