“Un odore terribile”. Particolare choc dopo il ritrovamento del cadavere, fatto a pezzi, del giovane attivista gay ucciso a Napoli. “L’abbiamo trovata cosparsa di acido muriatico e cemento”, incredulità e sbigottimento tra vicini di casa. Nel frattempo è la sua amica trans a parlare: tutti i dettagli dell’ultimo macabro delitto italiano


 

Si infittiscono i dettagli macabri dell’omicidio del giovane attivista gay ucciso e ritrovato a Ponticelli, Napoli. Dopo la confessione di Ciro Guarente, 35 anni, che per un raptus di gelosia avrebbe trucidato e fatto a pezzi il ragazzo di appena 25 anni, questa volta è la sua compagna a parlare. L’uomo lo avrebbe assassinato proprio perché convinto che la sua compagna trans, Heven Grimaldi, avesse una relazione con lui. Era stata la stessa Heven, consulente d’immagine polacca, a denunciare la scomparsa del suo amico, di cui si erano perse le tracce dal 7 luglio scorso. Prima la ragazza ne aveva segnalato l’allontanamento e poi aveva fatto appello a ‘Chi l’ha visto?’, ignorando che la vita di Vincenzo era stata spezzata per sempre dalla furia omicida del suo compagno. “Ho assolutamente bisogno di sapere che stai bene – diceva nel videomessaggio – ti prego io non posso obbligarti a tornare, ma mi auguro che tu stia bene. Sei importante per me”. Scorrendo i profili social di Heven e Vincenzo, è facile intuire quanto i due fossero legati. Sembrano fratello e sorella mentre si abbracciano davanti alla telecamera prima di marciare insieme al gay pride, piuttosto che due amanti. (continua dopo la foto)








O quando si mettono in posa con i loro “sorrisi vincenti e sguardi ammiccanti”. Due ragazzi come tanti altri, due anime che si erano trovate senza troppe pretese, pronte ad aiutarsi e condividere qualche spiraglio di felicità. Ma così non è stato e in questi giorni è proprio la trans ad essere ascoltata dagli inquirenti, alla presenza del suo avvocato. Doveva spiegare alcune circostanze che erano sembrate poco chiare, come quella, ad esempio, del ritrovamento degli asciugamani bagnati in casa al suo rientro da Bari l’8 luglio, giorno successivo alla morte di Vincenzo. Possibile che non abbia sospettato di nulla? Ha parlato e pianto per cinque ore, Heven, nella saletta del pm al quarto piano del palazzo aragonese di Aversa – sede della Procura – nello stesso momento in cui i Ris di Roma ritrovavano un altro pezzo del corpo della vittima: la mano sinistra e alcune dita di Vincenzo. (continua dopo le foto)






 



 

L’arto era stato nascosto in un tombino del garage di Ponticelli in via Scarpetta e murato con della calce. Da qualche giorno, prima del ritrovamento del cadavere, gli abitanti avevano lamentato la puzza che proveniva proprio dal tombino. Non è stata trovata ancora la testa del povero ragazzo di Parete, ucciso e sepolto in un anonimo garage abusivo di Ponticelli dal suo assassino Ciro Guarente. L’omicida continua a non voler parlare con gli inquirenti, rinchiuso nella sua cella d’isolamento del carcere di Santa Maria Capua Vetere. La Procura diretta dal Francesco Greco, però, anche senza il suo aiuto, è sulla buona strada.
Ti potrebbe anche interessare: “Ma quello è l’assassino di Aversa”. Si avvicina a Giulio Golia, allunga il braccio, fa un bel sorriso e scatta. E ora questa foto del noto volto televisivo sta facendo il giro della rete. Perché sono insieme? La Iena: “Sono scioccato”

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it