Roma brucia, diversi incendi nella capitale e roghi tossici. Traffico in tilt, per la città eterna è un’estate di passione: si rischia il disastro ambientale


Roma brucia. Intorno alle 14 un incendio è scoppiato sul lato del Grande Raccordo Anulare, all’altezza del chilometro 1+400 della carreggiata esterna. Il fumo ha invaso la carreggiata causando rallentamenti e code tra le uscite di Boccea e Montespaccato. Sul posto sono al momento al lavoro i Vigili del Fuoco. Un’estate rovente per la Capitale che oggi, alle 13, ha fatto registrare un picco massimo di 41°, un temperature che in città non si vedeva dalla torrida estata del 2003. Un leit motiv quello degli incendi che i cittadini delle periferie di Roma, soprattutto quelli che vivono nel versante est, da Tor Sapienza a Ponte di Nona, ma anche da La Barbuta (a Ciampino), Centocelle, Torre Spaccato, conoscono bene, ormai all’ordine del giorno. Incendi soprattutto di natura dolosa, appiccati da mitomani o piromani allo stesso modo di quanto successo alla pendici del Vesuvio, con centinaia di ettari andati in fumo. Un’autentica emergenza che rischia di compromettere in maniera irreversibile la fisionomia dell’hinterland romano tanto che il quotidiano La Stampa, in un lungo articolo, ha disegnato la “mappa del disastro”. (Continua dopo la foto)








Raccontando di una città ormai soffocata dagli incendi. Ultimo in ordine di tempo, prima di quello di oggi pomeriggio, quello che ha interessato la zona dell’Eur, via di Cappellaccio, martedì 25 luglio, dalle sterpaglie ad un deposito nautico provocando una grande colonna di fumo nero che ha invaso in pochi minuti l’intero quartiere a sud ovest di Roma. Mentre al pineta di Castel Fusano, Riserva naturale del litorale romano, brucia senza sosta dallo scorso 17 luglio, divorando più di 200 ettari degli oltre mille che costituiscono il polmone verde di Ostia. Il 16 luglio tocca ad uno sfascia carrozze di via di Centocelle, nel cuore di quello che dovrebbe diventare un grande parco archeologico e per il quale si attende da tempo una bonifica. (Continua dopo le foto)







 

Incendio che, da quanto è stato poi ricostruito, sarebbe partito dai cumuli di rifiuti e sterpaglie per poi arrivare alle auto depositate all’interno di “Piero demolizioni” con il rischio di interessare anche le altre attività vicine. Il 4 luglio brucia “Romana demolizioni” in via di Pietralata, secondo demolitore dopo il grande rogo di via Mattia Battistini lo scorso primo giugno e che, si può dire, ha aperto l’estate rovente di Roma. Con la Raggi che nella giornata di mercoledì 26 luglio chiede “intervento del Governo e dell’esercito”. Un appello quanto mai necessario.

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