Entrano in una villa e, a suon di calci e pugni, si fanno consegnare soldi, argenteria e gioielli. Ma quando i carabinieri riescono a risalire alla loro identità non credono ai loro occhi: chi era uno dei tre ladri


 

La notizia di una rapina avvenuta lo scorso mese a Massa Lubrense, in provincia di Napoli, aveva scosso la comunità e non solo. Un’anziano disabile era quasi finito in fin di vita dopo essere stato immobilizzato e picchiato da una banda che era poi riuscita a fuggire con denaro e gioielli. Ora, a un mese dal terribile fatto di cronaca, i carabinieri sono riusciti a risalire all’identità dei tre. A creare preoccupazione e sgomento è stata in particolare la scoperta dell’età di uno dei componenti della banda: 12 anni. Il bambino, perché di questo si tratta, durante la rapina ha tenuto sotto la minaccia di un grosso cacciavite il proprietario disabile della villa mentre gli altri due fratelli, di 17 e 30 anni, svaligiano il caveau. L’avevano prima picchiato: i tre si erano accaniti contro di lui con calci, pugni, scarpe, colpendolo perfino con quel cacciavite che poi hanno messo tra le mani del più piccolo della banda che, come detto, aveva il compito di tenerlo d’occhio. Durante il ”controllo”, come se niente fosse, il giovane ha inoltre intrapreso una conversazione con la vittima. ”Hai famiglia… Che fanno i tuoi figli… Quanti anni hanno… Vivono con te…”, sono state le domande che il bambino ha rivolto all’uomo mentre gli altri due arraffavano gioielli, argenteria, denaro e altri oggetti di valore dalla casa. La rapina era avvenuta una tranquilla domenica di giugno. Ora, dopo le indagini, i carabinieri sono riusciti a risalire all’identità della banda: si tratta di tre ragazzi – il più piccolo ha solo 12 anni – provenienti da un campo rom situato nell’area nord della provincia di Napoli. (Continua a leggere dopo la foto)







La ricostruzione dei fatti. Il malcapitato si trovava nella sua villa di Massa Lubrense, comune della costiera sorrentina, in provincia di Napoli. In pieno giorno l’anziano si è trovato in casa tre sconosciuti. Colpito alla testa e su tutto il corpo è poi finito al pronto soccorso dell’ospedale di Sorrento, dove i medici gli hanno refertato 30 giorni di prognosi per le brutte lesioni riportate. I tre erano riusciti a farsi dare i codici delle cassaforti e a portare via un ingente quantitativo di denaro, gioielli e argenteria per un valore complessivo di oltre cinquantamila euro. Il lavoro dei militari dell’Arma ha permesso di ricostruire i fatti con immagini e testimonianze che hanno portato a stringere il cerchio intorno a tre fratelli di etnia rom. (Continua a leggere dopo la foto)





 

In due sono stati arrestati nelle ultime ore: un 30enne e un 17enne, già noti alle forze dell’ordine e con precedenti penali specifici. Sono gravemente indiziati del delitto di rapina aggravata. I tre fratelli sono ora accusati di di rapina aggravata: i provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata (in provincia di Napoli) e dalla Procura dei minorenni di Napoli. Proseguono intanto le investigazioni da parte dei carabinieri, indirizzate dalle due procure, per capire come la famiglia di slavi abbia agito così a “colpo sicuro”.

“Fermi tutti, questa è una rapina”. A soli 19 anni impugna già una pistola per mettere a segno quello che ai suoi occhi dovrebbe essere un facile colpo. Ma le cose per questo aspirante criminale non vanno affatto come previsto

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