“Mamma, ho mal di testa”. Così forte da spingere i genitori ad accompagnarla in ospedale. A prima vista una cosa da nulla, ma appena varcata la porta del pronto soccorso la situazione precipita


 

Una forte emicrania. Tanto forte da spingerla a correre al pronto soccorso. Sembrava tutto nella norma ma una volta arrivati alle porte del pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro le condizioni di salute di Caterina Debuggias, nuorese di 23 anni, sono peggiorate in maniera progressiva e, all’apparenza, senza una ragione specifica, fino alla morte avvenuta il giorno successivo tra lo sgomento e l’incredulità dei famigliari che ora vogliono andare in fondo alla questione denunciando ai carabinieri l’accaduto, convinti che i medici avrebbero aspettato troppo a lungo prima di intervenire. Sul corpo della giovane è stata disposta l’autopsia che dirà quale sia stata la reale causa di morte. A quanto riporta il Messaggero nessuna dichiarazione da parte della dirigenza dell’Area socio sanitaria locale (Assl) di Nuoro: il direttore Andrea Marras ha convocato per oggi un incontro interno all’azienda per capire cosa sia successo quella notte tra martedì e mercoledì. L’Ats (Azienda sanitaria della Sardegna) ha aperto un’indagine interna e per il momento mantiene il più stretto riserbo della vicenda. (Continua dopo la foto)



Questo in attesa di ricostruire come siano effettivamente andate le cose. La diagnosi del decesso avvenuto nel reparto di Rianimazione è “morte cerebrale secondaria a ischemia”. Lo ha reso noto la Assl di Nuoro e l’Ats Sardegna, l’azienda unica regionale, da cui accertamenti emerge come i sanitari del Pronto Soccorso del San Francesco “abbiano operato con tempestività per prestare assistenza alla giovane, sottoponendola a tutti gli esami e trattamenti del caso”. Diversa la ricostruzione dei vertici aziendali. “Dalla cartella clinica – precisa la Assl – emerge che la paziente giunge in Pronto Soccorso alle ore 2.52 del 20 luglio 2017; la prima visita, seguita da esami emato-chimici, viene effettuata alle ore 3.02”. (Continua dopo le foto)


 


 

 

“Sono seguiti gli esami diagnostici come la Tac e Angio tac; alle ore 6.15 è iniziata la trombolisi (terapia in grado di lisare un trombo formatosi all’interno del distretto arterioso dei vasi); alle 6.55 la paziente viene sottoposta a trattamento di disostruzione delle arterie cerebrali fino alle ore 9.33, dopodiché viene constatato che la paziente non risponde al trattamento ed entra in stato di coma”. “La risposta – ribadisce l’azienda – è stata tempestiva e rispondente a tutti i criteri sanitari e deontologico”. L’Ats si dice pronta “a svolgere eventuali ulteriori approfondimenti, per fugare – ove ritenuto necessario – ogni altro possibile dubbio sulla vicenda”.

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