Una reginetta delle passerelle ammirata in tutta Italia per il suo corpo mozzafiato e il sorriso magnetico. E che però nascondeva un lato oscuro emerso tristemente soltanto nelle aule di tribunale. Ora per la modella è arrivata una dura condanna


 

Nella zona era conosciuta come reginetta delle passerelle, modella e miss con diversi titoli e concorsi già vinti alle spalle. Quello che non immaginava nessuno è che dietro quel sorriso affascinante e quel corpo da urlo si nascondesse un lato oscuro, venuto alla luce a seguito delle denunce della madre che raccontavano un vero e proprio incubo vissuto tra le mura domestica. Un caso tutto italiano, raccontato sulle pagine del Giornale di Vicenza che ha raccontato le vicissitudini di Janki Gandolfi, 28 anni, condannata a 8 mesi e 20 giorni di carcere per le violenze perpetrate a danno del genitore. La pena è stata sospesa con la condizionale. Il pubblico ministero Brunino aveva chiesto un anno, mentre la difesa, per bocca dell’avvocato Elena Peron, aveva reclamato l’assoluzione. I fatti risalgono allo scorso giugno, quando la madre di Janki aveva alzato il sipario su quanto accadeva in casa: botte, insulti, richieste continue di soldi. Lei aveva ammesso in aula le sue colpe, riconoscendo di aver sbagliato e di aver oltrepassato il segno: “Con mia madre ho sbagliato, lei mi ha sempre voluto bene, così come ai miei figli, per questo le chiedo perdono per quello che le ho fatto e per le sofferenze che ha patito per colpa mia”. Parole che non sono bastate a evitarle una condanna per maltrattamenti in famiglia. (Continua a leggere dopo la foto)



Era stata la mamma a denunciarla dopo che la convivenza con lei era diventata impossibile. Come racconta la donna al Giornale di Vicenza: “Io e mio marito abbiamo sempre cercato di aiutarla, ciò nonostante è sempre stata ribelle e aggressiva”. Le cose erano di colpo peggiorate quando poi il padre era venuto a mancare, lasciando da sola la madre ad affrontare le angherie quotidiane di una figlia ribelle che non riusciva a trovare pace. Un rapporto che era parso migliorare nel 2014, quando Janki aveva chiesto alla donna di ospitarla in casa. Poi però ecco che la situazione era precipitata di nuovo. (Continua a leggere dopo la foto)


 


 

“Da allora non se n’è più andata di casa – aveva spiegato agli investigatori la vittima – e per i primi mesi la convivenza era stata normale, tranquilla”. Ma nell’estate 2015 la Gandolfi aveva di nuovo cambiato atteggiamento: aggressioni, botte, insulti, richieste di danaro. Dal momento che l’imputata ha anche altri procedimenti a suo carico (fra cui un’ipotesi di stalking), il giudice aveva ordinato una perizia: alla fine degli accertamenti la ragazza era stata però ritenuta perfettamente in grado di intendere e volere. Ieri, a conclusione della vicenda, è arrivata la condanna con rito abbreviato.

Era stata travolta da una tavola da surf e versava in condizioni pessime. Ora la modella si è svegliata dal coma ma non ci sono buone notizie. Ecco a cosa andrà incontro