“Tre contagiati, paura per 700 ospiti”. Morbillo, l’Italia torna a tremare dopo due focolai in alcuni hotel di una nota località turistica. La situazione


 

Ancora paura per il morbillo in Italia: focolaio in due hotel di Vietri sul Mare, in provincia di Salerno. Tre i casi confermati – 2 addetti alla reception e una cameriera di sala – ma sono ben 700 le persone coinvolte come contatti sospetti tra le due strutture, indicano fonti del ministero della Salute. Al momento si è riusciti a risalire a buona parte degli ospiti degli hotel contattando direttamente le Asl di residenza, ma c’è ancora difficoltà per individuare alcuni ospiti perché il sistema di registrazione degli hotel non conserva l’indirizzo di residenza ma solo la città. Intanto continuano le azioni di ‘contact tracing’ per tracciare i contatti. Mentre rimbalza ancora la polemica sulle vaccinazioni: urge una campagna di sensibilizzazione per evitare una vera e propria epidemia e soprattutto per evitare che vengano contagiati bambini immunodepressi che non possonono vaccinarsi a causa di malattie gravi. Il morbillo è una malattia esantematica, provocata da un virus appartenente alla famiglia dei Paramixovirus. Prima dell’avvento del vaccino, che ne ha ridotto drasticamente l’incidenza, rappresentava una delle più diffuse malattie infettive dell’infanzia. (Continua a leggere dopo la foto)



È più frequente tra i 3 e i 9 anni di età ed è estremamente contagiosa: circa il 90 per cento dei bambini esposti al contagio si ammala. Secondo le disposizioni di legge del Ministero della Sanità, il bimbo con il morbillo va tenuto in isolamento per cinque giorni dalla comparsa delle macchie. In realtà, il piccolo è contagioso già a partire dal settimo giorno di incubazione, quando i sintomi del morbillo non si sono ancora manifestati. I segni caratteristici del morbillo compaiono, in media, un paio di settimane dopo il contagio. L’incubazione che non presenta sintomi specifici dura, infatti, otto-quindici giorni. Per i primi due-quattro giorni, dunque, la malattia assume le caratteristiche di una comune influenza con tosse catarrale, raffreddore, febbre, anche alta, malessere e spossatezza. Verso la fine di questa fase, fanno la loro comparsa i primi sintomi tipici della malattia come, per esempio, la congiuntivite (l’infiammazione del rivestimento interno della palpebra e della parte anteriore dell’occhio), accompagnata a insofferenza alla luce, fastidio e bruciore agli occhi, e alle caratteristiche chiazzette biancastre sulla mucosa (tessuto di rivestimento) della bocca e del palato (le “macchie di Koplik”). (Continua a leggere dopo la foto)



 

La fase esantematica vera e propria, in cui le macchie della pelle tipiche del morbillo si diffondono su tutto il corpo, dura in media quattro-sei giorni. In genere, nei primi due-tre giorni la febbre tende ad alzarsi (può raggiungere anche i 40° C) poi si abbassa e scompare, mentre la tosse diventa più morbida. Dal quarto al sesto giorno anche le macchie iniziano a svanire, lasciando qualche volta la pelle desquamata. Dopo circa altri dieci giorni il bambino è guarito. In alcuni casi il rischio è la morte.

 

Ti potrebbe interessare anche: Morbillo assassino tra i bambini, fa più vittime di Aids e incidenti stradali