“Vietato comprare bevande”. Senza limiti d’orario o eccezioni. Che sia vino o aranciata, se in vetro o lattina, sono proibite. Sembra uno scherzo, ma non lo è. Lo ha deciso il solerte sindaco di un comune italiano e la ragione è da non credere


 

“Vietato comprare bevande”. Senza eccezioni, 24 ore su 24. Un’ordinanza del sindaco che fa discutere e in vigore a Troia, piccolo comune in provincia di Foggia. Il primo cittadino pare non avere dubbi. Fino al 31 agosto non è consentita la vendita di bevande che siano in contenitori di vetro o plastica, in tutto il centro abitato e senza limiti orari. Non un divieto legato a un’iniziativa particolare o a un evento e nemmeno come quelle adottate in altri comuni, nei quali il divieto scatta da una certa ora della sera e fino alla mattina. A Troia è sempre valido e ai cittadini sarà vietato comprare bevande in contenitori di plastica o vetro. Praticamente tutte. Non è possibile prendersi nemmeno un’aranciata al bar e poi berla all’aperto. Si rischiano multe salate. Ma c’è di più. Non si può comprare una bottiglia di vino al supermercato e poi berla a casa. Impossibile. Lo vieta l’ordinanza. Addirittura, quelle contenute in bottiglie di plastica, potranno essere vendute, ma aperte al momento in cui si acquistano. Una misura decisamente restrittiva. Che il sindaco ha giustificato rifacendosi ai fatti di Torino. (Continua a leggere dopo la foto)







 In questo modo si limitano i rischi, qualora dovessero esserci iniziative con un grosso afflusso di persone. A quanto pare, a sollecitare quella che per il primo cittadino è una normale ordinanza e per molti altri un gran pasticcio, sarebbero stati gli organi preposti al controllo e alla sicurezza. Ma le differenze tra il comune con un sindaco così solerte e il capoluogo piemontese sono evidenti. A tutti o quasi. “Da un lato – fanno sapere dal gruppo Libertà è partecipazione – è evidente a tutti che Troia non è Torino e il richiamo a un fatto serio per giustificare una clamorosa fesseria, denota la mancanza di senso della misura del sindaco Cavalieri. (Continua a leggere dopo le foto)





 

Ma, ammesso che si debbano limitare le situazioni di pericolo, e su questo tutti siamo d’accordo, è evidente che una ordinanza scritta così è una follia e che farebbe chiudere domani tutti i supermercati e i bar della città. Il sindaco Cavalieri ammetta che si tratta di un errore, di un pasticcio, di una figuraccia. Perché di questo si tratta, di un atto frutto di superficialità e incapacità amministrativa di un sindaco che non sa fare il suo lavoro”. Ammetterà il suo errore, se di questo si tratta, oppure il primo cittadino lascerà i suoi a secco?

“Basta gambe di fuori”. Il comune vieta le minigonne, l’ordinanza che fa discutere (e infuriare le donne). Dove succede e i motivi della folle decisione. Che ne pensate?

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