“È esploso, poi ha preso fuoco ogni cosa”. Terrore in Italia per il più “stupido” dei motivi: colpa sempre del solito cellulare vicino al letto. Una palazzina evacuata, l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco e una paura senza precedenti


 

Non è la prima volta che succede una cosa del genere. Siamo a Varese, più precisamente a Castellanza, dove, in circostanze non proprio chiarissime, un appartamento ha preso fuoco questa notte al quarto piano di una palazzina di sei. Da quel poco che si sa, la causa scatenante delle fiamme è dipesa dal surriscaldamento della batteria del cellulare, messo in carica per la notte, operazione che la maggior parte di noi compie ogni santo giorno. A dare l’allarme è stato il proprietario di casa, un ventitreenne studente universitario, svegliato nel cuore della notte dal forte odore prima, dalle fiamme e l’odore acre poi. Immediato l’intervento dei carabinieri e vigili del fuoco di Legnano, secondo i quali l’innesco delle fiamme sarebbe da addebitare al surriscaldamento della batteria del cellulare, messa in carica nella notte. Le dieci famiglie residenti nello stabile sono state evacuate a scopo precauzionale, fin quando l’incendio non è stato domato. Fortunatamente nessun inquilino del palazzo è rimasto ferito. L’allarme è scattato intorno alle 3, al quarto piano di un palazzo di sei, in via Don Testori. (continua dopo la foto)



I vigili del fuoco sono arrivati da Legnano, insieme con i carabinieri di Busto Arsizio che hanno svolto i rilievi. Non pochi però i danni finali: tanti gli arredi da buttare e qualche lieve danno strutturale (che non comprometterebbe la stabilità del fabbricato). Non è la prima volta che capita qualcosa del genere. Solo qualche mese fa a Roma nord, è capitata una cosa simile a Flora Susca, docente all’università Cattolica e al marito, tecnico radiologo al Bambin Gesù. “Il cellulare era suo, un Samsung S6 – racconta la professoressa – L’ha comprato un anno e mezzo fa. Ci siamo svegliati la domenica mattina con le fiamme che avevano già superato l’altezza del termosifone accanto al letto e l’odore soffocante della plastica bruciata: poteva essere una tragedia e la causa era proprio il telefonino che aveva preso fuoco all’improvviso. (continua dopo le foto)



 

“E per fortuna che non l’aveva dimenticato nel letto. Cosa sarebbe successo? E se invece l’avesse lasciato al piano inferiore di casa nostra, dove c’è anche il parquet? In quel caso non credo ci saremmo salvati”, conclude l’insegnante. Due storie che, seppur distanti temporalmente e geograficamente, ci dimostrano ancora una volta quanto è pericoloso l’uso dei cellulari a letto. Sempre meglio lasciarli caricare a terra, magari su piastrelle (di certo ignifughe) lontani da oggetti facilmente incendiabili come lenzuola e coperte. Occhio!

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