Foto di Benito Mussolini, saluti romani e frasi del Ventennio. “Playa Punta Canna”, ovvero la spiaggia fascista, è diventata ‘famosa’ in tutta Italia (e anche fuori). Ora arriva la notizia sul gestore: ecco cosa è successo a Gianni Scarpa


 

Benvenuti alla “Playa Punta Canna” di Chioggia, lido balneare da 650 lettini tra le ultime dune di Sottomarina verso la foce del Brenta. All’ingresso della spiaggia il cartello che recita: ”Zona antidemocratica e a regime. Non rompete i c…”. Dopo il servizio di repubblica, la spiaggia del Duce, o fascista, è diventata ”famosa” in tutta Italia. Ora il gestore Gianni Scarpa è indagato dalla Procura della Repubblica di Venezia. Il suo nome è iscritto nel fascicolo d’inchiesta aperto dai magistrati dopo la denuncia trasmessa dalla Digos sui cartelli esposti nel lido balneare e sui deliranti discorsi “anti democratici” e “inneggianti al regime” che Scarpa, sabato scorso, ha pronunciato e diffuso per tutta la spiaggia attraverso gli altoparlanti. Il reato ipotizzato è lo stesso per il quale gli agenti della questura hanno denunciato il responsabile dello stabilimento: apologia di fascismo (violazione della legge Scelba). Nel fascicolo sul tavolo del procuratore capo ci sono le immagini dei manifesti del Duce, dei saluti romani, dei rimandi alle leggi del Ventennio. (Continua a leggere dopo la foto)



 “La democrazia mi fa schifo”. “Sono totalmente antidemocratico e sono per il regime. Ma non potendolo esercitare fuori da casa mia, lo esercito a casa mia”. “A casa mia si vive in totale regime”. “Io sono per lo sterminio totale dei tossici”. Queste le frasi che il gestore del lido ha detto al microfono sabato pomeriggio dal suo ufficio al lido. Nel provvedimento consegnato al gestore del lido gli è fatto divieto anche di diffondere con gli altoparlanti discorsi che esaltano la dottrina fascista. Questo – appunto – nel rispetto delle leggi Scelba e Mancino, che stabiliscono come l’apologia del fascismo e del razzismo sia reato.  (Continua a leggere dopo la foto)



 

Il tam tam che si è innescato in questi ultimi giorni ha lasciato segni anche sullo storico gestore presente ormai, nello stesso tratto del litorale, da quasi 20 anni. ”Siamo stati tutti investiti a sorpresa da questa cosa – spiega Scarpa al Gazzettino – non è escluso che io il prossimo anno non sia più qui, ma non solo per loro scelta. Dopotutto sono tantissimi anni che sono a Playa Punta Canna, forse dopo quello che è successo è arrivato anche per me il momento di cambiare aria. Potrebbe essere quindi anche una mia decisione quella di lasciare dalla prossima stagione”.

Ecco quando il saluto fascista non è reato, la decisione fa discutere…