Avete donato anche voi (come abbiamo fatto tutti) dei soldi con gli sms per i terremotati? Bene, ora è giusto che sappiate che fine hanno fatto e a cosa sono stati destinati. E non vi piacerà…


 

In poche settimane, dopo il terremoto del Centro Italia, gli italiani hanno donato circa 34 milioni di euro con il meccanismo delle donazioni tramite il sistema degli “sms solidali”. Fondi da destinare alle popolazioni terremotate, teoricamente. Già, perché non è andata proprio così. Succede infatti che nelle Marche, regione su cui insistono le devastazioni più importanti dopo il sisma iniziato quasi un anno fa, i soldi delle donazioni siano stati destinati a progetti che poco hanno a che vedere con la ricostruzione. Come è possibile? La Regione Marche ha presentato infatti una proposta che destina la maggioranza dei 17,5 milioni di euro per opere intese a “dare valore aggiunto al turismo”, tra queste la cifra più cospicua, 5 milioni e 450 mila euro, dovrebbe essere impiegata al “primo stralcio” di una pista ciclabile, che collega Civitanova Marche a Sarnano, cioè un collegamento ciclabile mare-montagna. Il 21 giugno il comitato dei garanti che gestisce questi soldi, aveva convocato le regioni per dividere i soldi in base alla percentuale di danni avuti. Il 28 giugno scorso nella riunione mensile tra il coordinamento comitati dei terremotati e i rappresentati della Regione Marche il coordinatore del Comitato Terremoto Centro Italia, Francesco Pastorella, ha chiesto lumi all’amministrazione sulle intenzioni per la gestione dei fondi degli sms solidali. Ricordiamo che si parla di un tesoretto da 34 milioni di euro per Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. (Continua a leggere dopo le foto)








Il comitato dei Garanti ha stabilito di destinare alla Marche il 65% dei fondi disponibili, pari a 17,5 milioni di euro. Soldi che la regione ha stabilito di utilizzare per opere intese a “dare valore aggiunto al turismo”. O per dirla con le parole dell’Ingegnere Cesare Spuri, Commissario per la ricostruzione nella regione Marche: “L’input politico è stato molto chiaro, le Marche hanno scelto, con quei soldi, di spendere 250 mila euro per finire una scuola, tutti gli altri soldi sono destinati non per riparazioni, ma per dare valore aggiunto al turismo, alle attività produttive, alle facilitazioni delle imprese…”. Le opere in questione sarebbero relative, a una pista ciclabile da cinque milioni di euro e a sette eliporti “notturni”. Quasi l’86% dei fondi vengono impiegate per opere che con i terremotati non c’entrano nulla” tuona Francesco Pastorella, coordinatore dei 61 Comitati Terremoto centro Italia. (Continua a leggere dopo le foto)








 

“Una gestione dei fondi incomprensibile che appare tanto più scellerata se messa a confronto con quella della Regione Umbria che, con i fondi ricevuti dagli SMS solidali, intende attuare un piano ad hoc volto soprattutto al miglioramento sismico delle scuole e a una ricostruzione oculata”. La replica: “Cioè se una pista ciclabile lunga 40 chilometri attraversa 8 comuni tutti danneggiati attraverso percorsi bellissimi e diventa un richiamo dove metter alberghi, punti di ristoro, accoglienza, ristoranti, noi creiamo attrattività, lavoro, sviluppo e un motivo in più a qualche giovane per non andarsene a comprare casa sulla costa” continua Spuri.

 

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