Spaventoso, povere creature! A questo non si era mai arrivati. “Ecco come appiccano gli incendi”. Tra i tanti roghi che stanno devastando l’Italia, occhi puntati sul Vesuvio


 

1100 incendi solo nella giornata di ieri. Migliaia di ettari di bosco in fumo, una danno ambientale e paesaggistico incalcolabile. L’Italia brucia da nord a sud. La situazione più cretica in Campania dove le fiamme stanno divorando i boschi del Vesuvio a poche decine di chilometri da Napoli con l’esercito schierato fino a notte fonda a protezione della discarica di Novelle Castelluccio per intervenire con immediatezza in caso di fiamme troppo vicine. Sono incendi di natura dolosa. Ad appurarlo i carabinieri forestali che hanno individuato otto inneschi differenti, tutti partiti nello stesso momento, tutti in zone impervie, irraggiungibili. Stavolta, però, chi ha dato fuoco al Vesuvio ha deciso di fare le cose in grande, per rendere impossibile lo spegnimento. Chi ha agito conosce bene quella montagna, s’è inoltrato nei boschi e per rendere più difficile l’intervento dei vigili del fuoco, ha utilizzato animali, scrive il Mattino, probabilmente gatti, povere vittime da sacrificare: cosparsi di benzina e dati alle fiamme, nelle loro disperata e inutile fuga hanno raggiunto la boscaglia. (Continua dopo la foto)



Quella più fitta dov’è impossibile intervenire con rapidità quando scoppia un incendio. Un gesto ignobile, vigliacco che si rivolge contro gli essere più indifesi a danno dell’intera comunità. Il motivo, il denaro, probabilmente. Correva l’anno 2001, ovvero 16 anni fa, e l’allora Sisde, oggi Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, ovvero i servizi segreti italiani, sosteneva – era il caso della Sicilia – responsabilità degli stagionali, operai precari forestali, assunti per il rimboschimento e l’anti-incendio, in molti, troppi roghi dolosi. Un’ipotesi su cui faranno luce gli inquirenti. La situazione intanto resta particolarmente complessa sta richiedendo il supporto di mezzi aerei. (Continua dopo le foto)


 


 

La situazione sul territorio regionale è particolarmente critica: complessivamente sono 100 gli incendi che vedono impegnate quasi 600 persone. Il bollettino relativo alla suscettività incendi conferma per oggi e per domani una criticità media. Nella zona di Terzigno, il sindaco Francesco Ranieri ha firmato un’ordinanza con lo stop a tutti gli eventi programmati all’aperto, chiedendo di tenere porte e finestre chiuse per tutte le abitazioni del territorio comunale e l’evacuazione di case e negozi in un raggio di 200 metri. Il provvedimento è stato preso, si legge nell’ordinanza, considerato che “l’incendio ha creato un’imponente nuvola di fumo con caduta di fuliggini, ceneri e ulteriori residui di combustione, nonché la produzione di grosse quantità di CO2 disperse in area”. Ai cittadini residenti dell’intero territorio di Terzigno viene ordinato di mantenere la chiusura di porte e finestre delle abitazioni “al fine di prevenire un possibile passaggio di fumo”.

“C’è un incendio, fermate tutto”. Attimi di terrore sul treno ad alta velocità diretto a Venezia. Prima lo sgradevole odore poi quel fumo all’interno del vagone 5. Panico tra i passeggeri: cosa è successo