Sesso in ospedale. “50 euro per una sveltina…”. Clamorosa denuncia verso alcune infermiere del nosocomio italiano. Tra malasanità e luci rosse: “Arrotondavano con i pazienti più anziani”. I dettagli di questa vicenda


 

Soldi in cambio di prestazioni sessuali, in pratica prostituzione vera e propria. Peccato che a farne uso erano pazienti di un ospedale e a ricavarci profitto alcune infermiere dello stesso. Alcune, è bene sottolinearlo per evitare che un’intera categoria, tra le più preziose del nostro paese, finisca sotto accusa. E per evitare anche che finiscano sotto accusa anche le paramediche dell’ospedale in questione che svolgono il loro compito delicato con passione e dedizione. A denunciare questa vergognosa situazione tutta italiana è Francesco Emilio Borrelli, consigliere alla Regione Campania con i Verdi e membro della commissione sanità, che, con un lungo post su Facebook, scrive: “All’interno dell’ospedale di Caserta ci sarebbe un vero e proprio giro di prostituzione. La vicenda è stata ricostruita grazie alla trasmissione radiofonica ‘La Radiazza’ di Gianni Simioli alla quale l’esponente politico collabora stabilmente”. Borrelli ha chiesto alle istituzioni ospedaliere di fare chiarezza al più presto, ulteriori dettagli e perché no, l’immediato allontanamento delle persone coinvolte. “Aver denunciato la presunta parentopoli nella sanità campana attraverso le assunzioni fatte dalle agenzie interinali ci ha fatto diventare una sorta di sportello a cui inviare denunce e segnalazioni”. (Continua dopo la foto)







“Negli ultimi giorni – continua Borrelli – ne sono arrivate diverse che raccontano di uno squallido giro di prostituzione che coinvolgerebbe alcune infermiere dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta”, ha spiegato Borrelli. “A La Radiazza – spiega ancora – è arrivata la telefonata di un ascoltatore che, nei fatti, ha confermato l’esistenza di una vera e propria organizzazione che andrebbe al di là quanto scoperto al Loreto mare dove, nei giorni scorsi, è stata scoperta una stanza per incontri hot, seguendo l’esempio del Cardarelli di qualche anno fa. Il radioascoltatore ha raccontato di essere stato adescato con la scusa di un caffè che si è poi trasformato in un rapporto sessuale consumato in un bagno del reparto al costo di 50 euro”. (Continua dopo le foto)





 

Una vera e propria spada di Damocle che si scaglia sulla testa del direttore sanitario della struttura, Mario Ferrante. Un fatto di certo non originale, quello della prostituzione nelle corsie degli ospedali, ma probabilmente è la prima volta che delle infermiere si prestano direttamente nell’attività extra-lavorativa. Una consuetudine che trova appiglio nelle realtà più senili, in quelle a lunga degenza e a uomini di mezza età con problemi non gravissimi. Ora soltanto una denuncia, o una dichiarazione spontanea della direzione ospedaliera potrà far chiarezza sul reale stato delle cose. Salvando il buon nome del comparto sanità che tra mille fatiche assicura prestazioni indispensabili.

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