Cambiare sesso in Italia? “L’intervento non serve più, basta andare all’anagrafe”


Per cambiare nome all’anagrafe non si dovrà più ricorrere al bisturi. Lo ha stabilito la prima sezione della Corte di Cassazione (sentenza n. 15138/2015), chiamata dall’avvocata di Treviso Alessandra Gracis e da Francesco Bilotta di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI a decidere su un ricorso presentato per conto di una persona trans di 45 anni. 

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I giudici hanno motivato la sentenza affermando che, dopo 25 anni, la ricorrente aveva trovato un suo equilibrio personale che, se intaccato, avrebbe potuto causare dei danni importanti della sfera emotiva. L’intervento sarebbe stato quindi sostanzialmente inutile ai fini legale visto che la dimensione femminile delle persona era stata affermata e riconosciuta. Una notizia salutata da rete Lenford, impegnata a sostegni del riconoscimento dei diritti di transessuali, gay e lesbiche, come una vittoria da ricordare. Una gioia racchiusa in un tweet: “Le torture di Stato (sterilizzazioni forzate) finalmente non più necessarie per le modifiche anagrafiche dei trans». A cui fa eco  la presidente di Rete Lenford, Maria Grazia Sangalli: ” finalmente è stato sancito come l’intervento chirurgico di riassegnazione – quando non è frutto di una scelta personale – è uno strumento lesivo dell’integrità fisica e della dignità umana. E’ un giorno importante”.

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