Panico a Roma, in via del Corso. Un’auto sfreccia tra i turisti che fanno shopping, scatenando l’allerta massima tra gli agenti sul posto. Ma a bordo non c’era un terrorista bensì lui


 

A tutta velocità in via del Corso, oltretutto contromano, seminando il panico tra i passanti a bordo di una Cinquecento. Una scena da film quella alla quale hanno assistito i cittadini romani lo scorso mercoledì poco prima delle otto di sera, in una strada ovviamente affollatissima della capitale con tanti turisti intenti a fare shopping. La paura di un attentato, poi la scoperta che in realtà al volante c’era il popolare cantante Steven Patrick Morrissey, leader della famosissima band rock inglese The Smiths. A fermarlo una pattuglia di poliziotti in motocicletta che, insieme all’esercito italiano, erano in servizio antiterrorismo nella centralissima arteria della città. Come scrive Federica Angeli sulla pagine della Cronaca di Roma de La Repubblica, soltanto nelle ore successive è avvenuto il riconoscimento. In prima battuta l’agente, come da prassi in situazione di allerta terrorismo, si è preoccupato di identificare l’ uomo alla guida (il nipote del cantante) e poi Morrissey. Prima i controlli, poi la multa per l’infrazione. Ma alla star della musica, 58 anni, la storia non è andata giù e dopo che la notizia aveva fatto il giro del web ecco arrivare anche la nota polemica. (Continua a leggere dopo la foto)



Il nipote di Morrissey ha infatti postato sui social, nelle ore successive, il seguente messaggio: “Ieri sera alle 7.45 in via del Corso l’agente di polizia nella foto (a corredo del post di Fb c’è la foto dell’ agente, ndr) ha terrorizzato Morrissey per 35 minuti esigendo i documenti”. Poi, sempre attraverso il profilo del nipote, è il diretto interessato a parlare e dare la sua versione dei fatti: “Non avevo infranto nessuna legge, non mi stavo comportando in modo sospetto. Il poliziotto ha tolto la sicura alla sua pistola e ha iniziato ad urlarmi in faccia”. La polemica si è a quel punto trascinata ancora, con la replica della polizia che ha ricostruito l’accaduto. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Al cantante per quattro volte, spiega la Questura di Roma, è stato chiesto di fornire il documento. Invece di rispondere che lo aveva lasciato in albergo, ha detto alla polizia che non avendo commesso reati non doveva mostrare alcun documento. “In Italia non funziona così – hanno allora spiegato gli agenti – se un poliziotto chiede un documento il cittadino ha l’obbligo di mostrarlo”. Per Morrisey invece “credo che mi abbiano riconosciuto e per questo volevano spaventarmi. Io non mi sono tirato indietro anche se credevo mi avrebbe sparato. State attenti a questo poliziotto pericoloso. Potrebbe uccidervi”. La Questura ha smentito che il poliziotto abbia impugnato la pistola.

“Lo hanno arrestato in aeroporto”. La notizia choc che ha lasciato a bocca aperta i fan della star: la notizia di lui, in manette, ha sconvolto tutti. Cosa è successo