Dopo la morte di Paolo Villaggio, che ha commosso l’Italia, ecco arrivare le parole a sorpresa di lei, che ha passato una vita intera al fianco del comico genovese. Confessando quell’amore mai sbocciato


 

Sul set era stato legato alla storica Pina, la moglie bruttina e impacciata sempre al suo fianco nelle mille avversità quotidiane interpretata da Milena Vukotic. Nella realtà, però, una consorte Paolo Villaggio l’aveva, una donna che gli è rimasta accanto per oltre 60 anni. Si tratta Maura Albites, sempre lontana dai riflettori e che proprio in un’intervista rilasciata a La Repubblica negli scorsi mesi, prima della drammatica scomparsa del comico genovese che ha sconvolto l’Italia, aveva parlato del suo rapporto con il marito, i cui funerali a Roma hanno attirato tantissimi fan commossi nelle scorse ore. “L’ho conosciuto al mare a Genova, è lì che vai quando sei giovane e marini la scuola vai al mare. Sentivo dire che era molto simpatico ma quando l’ho conosciuto, all’inizio, mi stava un po’ antipatico. Secondo me si dava un po’ di arie. Poi mi sono accorta che era diverso dagli altri. In tutto: anche il suo modo di nuotare. Arraffava in acqua come un animaletto. Come lo definirei? Un ufo. Del resto non si può spiegare un genio, è inspiegabile per definizione. Cosa aveva in comune con Fantozzi? Fantozzi è un perdente, ma Paolo non ha fatto mai la vita di Fantozzi. Neanche quando era piccolo”. (Continua a leggere dopo la foto)








“Adesso uso il vocabolario – aggiunge poi parlando della grande cultura di Paolo Villaggio – una volta chiedevo a lui, le sue letture erano bellissime. Da giovane aveva la mania di quel poeta spagnolo, Garcia Lorca, poi c’è stata la fissa della rivoluzione francese, amava la storia. Nel tempo libero, alla sera, aveva la mania di andare in quei cinema dove danno film noiosissimi. La voglia di scrivere l’ha sempre avuta. Quando faceva gli spettacoli, li inventava al momento. Poi gli hanno chiesto di scriverli”. (Continua a leggere dopo la foto)





 


 

Fantozzi, però, a lei non piaceva molto, anzi. “Per me era un po’ una noia, la nuvoletta, il barone, gli impiegati. La vita a casa era un’altra cosa”. E nella vita quotidiana di quel personaggio, spiega la Albites, non c’era praticamente traccia. Un alter ego che esisteva sì ma soltanto davanti a una macchina da presa: “Nella vita non era come Fantozzi. Era tutta un’invenzione, un’invenzione che viveva fuori, non in casa: altrimenti sarei scappata subito. Mio marito ha detto che tutti si rivedono in lui. Io no”.

“Ecco come lo avete ridotto”. Negli anni ’80 era un simbolo: il ragionier Ugo Fantozzi con la sua inseparabile nuvola avevano fatto ridere (e piangere) l’Italia. Adesso è la figlia di Paolo Villaggio a lanciare accuse

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